Lun 6 Dic 2021
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Bruciò viva l’ex moglie, 18 anni a Ciro Russo

Arriva la condanna a 18 anni di reclusione per Ciro Russo. L’uomo è accusato di tentato omicidio nei confronti dell’ex moglie Maria Antonietta Rositani. Un atto orribile compiuto, secondo l’accusa, in modo premeditato e per futili motivi. Il 43enne pur essendo agli arresti domiciliari in Campania, non avrebbe esitato a violare la misura cautelare per raggiungere l’ex compagna. Una volta arrivato a Reggio Calabria, a marzo del 2019, in pieno giorno, l’ex aspirante carabiniere avrebbe compito l’insano gesto: gettare benzina nell’auto dell’ex ed appiccare il fuoco.

Nel rogo dell’auto che si trovava a pochi passi dalla scuola frequentata dal figlio della coppia, è morto il cagnolino adottato da Maria Antonietta per il figlioletto dopo la separazione.

La sentenza di oggi arriva in primo grado e con rito abbreviato. Dopo la lettura della sentenza il papà della donna, Carlo Rositani, commenta: “Non gioisco. Ci sono 16 mesi di sofferenza di mia figlia, di ospedale, di paura di dolore. E tanti ci aspettano ancora. Che dire, è stata una sentenza giusta, ma non siamo soddisfatti. La nostra battaglia è anche contro lo Stato che ha permesso al Russo di evadere la misura restrittiva, guidare per 500 chilometri e raggiungere mia figlia, dopo una condanna. Avrebbe dovuto essere in carcere, invece in appello gli furono concessi i domiciliari, nonostante avesse già eluso una misura restrittiva nei confronti di Antonietta. Era recidivo. Ciro Russo, è un criminale, ma lo Stato gli ha permesso di agire, gli ha armato la mano, tenendo le denunce nel cassetto e omettendo d’intervenire perfino quando il padre dell’imputato ne denunciava la fuga”.