Mar 27 Set 2022
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Cosenza Calcio, “La favola dei Lupi”

I lupi, nelle favole, assumono quasi sempre una figura negativa da battere. E nella maggior parte dei casi è proprio quello che succede, ma non se la favola, che ha come protagonista un piccolo branco in cerca di riscatto, si svolge in uno scenario come Cosenza. Quella interpretata da Bruccini e compagni è una favola tra le più belle scritte nel mondo del calcio, una di quelle che sarà per sempre ricordata e presa da esempio; una di quelle che capita raramente e che porta i tifosi ad avvicinarsi ed innamorarsi di chi, fino a qualche mese fa, veniva respinto e classificato come  colpevole di una retrocessione annunciata.

C’era una volta… un branco di Lupi chiamati ad un’impresa che sembrava impossibile…

 

Il percorso del Cosenza nel girone d’andata

Dai primi momenti del racconto, e le prime partite del campionato, appare chiaro a tutti che qualche ingranaggio non funziona a dovere e che la stagione 2019/2020 si rivelerà una tra le più ostiche da affrontare. Una squadra completata a campionato iniziato ma che potenzialmente, per le individualità approdate in riva al fiume Crati – Schiavi, Lazaar e Riviere -, dovrebbe riuscire a competere per posizioni in classifica prestigiose. Fato vuole che due su tre non siano in condizioni ottimali per essere subito schierati in campo e così inizia una lunga striscia negativa di risultati, condita da sole quattro vittorie nella prima parte di campionato, che portano i protagonisti a dover scalare una montagna altissima per poter riuscire nell’impresa.

 

Il 2020 dei Lupi

Il nuovo anno si apre, per il Cosenza, nel peggiore dei modi; tre sconfitte e l’esonero di Piero Braglia (autore della storica promozione in serie B del Cosenza nella stagione 2017/2018). Il cambio di rotta viene affidato all’esperienza di Pillon che si presenta con una facile vittoria sul campo del Livorno per 3-0, ma questo sembra essere più un fuoco di paglia che una ripresa. Di fatti, dopo i tre punti conquistati, arrivano un pareggio (Venezia-Cosenza 1-1) e tre sconfitte con Frosinone, Cittadella e Chievo Verona prima della sospensione del campionato a causa del Covid-19.

La stagione post lockdown e la sorpresa Occhiuzzi

La società calabrese sembra non averne abbastanza di brutte notizie e a completare il percorso negativo arriva l’annuncio di Pillon come un fulmine a ciel sereno: “Dopo un’attenta riflessione e un confronto diretto con la società Cosenza calcio in maniera consensuale, abbiamo deciso di interrompere il nostro rapporto di lavoro”.

La squadra viene momentaneamente affidata all’allora secondo del Cosenza (sia di Braglia che di Pillon), Roberto Occhiuzzi, che da buon “Principe” diventerà uno dei protagonisti della favola rossoblu. Non un “classico Signorotto” ai quali siamo abituati, con calzamaglia e tocco azzurro, ma il suo ingresso in scena ha comunque lasciato tutti di stucco. La tranquillità e la determinazione che ha saputo trasmettere al “branco”, sono risultate essere l’arma vincente per il lieto fine sperato.

Due vittorie e un pareggio di carattere, alla ripresa del campionato dopo mesi di stop, ridanno fiducia ai suoi ragazzi che devono, però, fare ancora i conti con i due antieroi della favola: Ascoli e Spezia. Entrambe le formazioni frenano il momento positivo dei calabresi che sembrano aver di nuovo aver smarrito la “diritta via”. Tutto da rifare per il “Principe di Cetraro”, che dimostra di avere ancora qualche asso nella manica. Perugia, Pordenone, Pisa ed Empoli, sono quattro battaglie che Occhiuzzi riesce a gestire alla perfezione confidando sulla “fame” del suo branco (ferito tante volte ma mai caduto) prima di dover affrontare l’ultimo grande ostacolo: la Juve Stabia.

31 luglio

Questa data ha un sapore amaro per tutti i tifosi del Cosenza perché nel 2003, come ricordato anche dai Lumpen (band punk di Cosenza fortemente legata alla squadra cittadina) nella canzone che riporta la data in questione come titolo, venne scritta una delle pagine più buie della storia calcistica cosentina, il fallimento del Cosenza Calcio 1914. Da ieri sera invece, a 17 anni di distanza, questa data sarà sicuramente vissuta in maniera differente. La tensione e la stanchezza visibile dei Lupi nell’affrontare l’ultimo scontro contro la Juve Stabia, (qui potete trovare la cronaca della partita) non ha inciso sulla prestazione del branco che è riuscito a conquistare la salvezza grazie, anche, all’aiuto dei Leoni di Venezia (vittoriosi contro il Perugia per tre reti ad una) e di un “Lupo solitario”,figlio di Telesio. Luca Garritano, tornato a mordere nel momento più importante, a qualche chilometro più a nord, diventa un diretto protagonista della salvezza della squadra calabrese, essendo l’autore del gol vittoria del Chievo contro il Pescara.

L’impresa che sembrava impossibile si è compiuta, il Cosenza Calcio giocherà anche la stagione 2020/2021 tra i cadetti della Serie B.

È solo un gioco, è solo una favola… ma quando dall’altra parte d’Italia un ragazzetto di nome Luca, nato a cresciuto a Cosenza – dove ha anche vestito la casacca della prima squadra nella scorsa stagione – segna il gol che assicura la permanenza in B della sua città natale (condannando il Pescara ai play-out), la favola e il gioco diventano le cose più belle del mondo. Chiamatelo destino, fortuna o in qualsiasi altro modo, ma questa salvezza ha qualcosa di impareggiabile: è firmata tutta rossoblu!