Gio 17 Giu 2021
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Il Consiglio regionale della Calabria (come quello della Puglia) a rischio scioglimento?

di Walter Nocito*

Il Governo Conte 2 di recente (il 31 luglio) ha approvato un decreto legge (“atto avente forza di legge”) che per alcuni passerà alla Storia del paese, per altri rimarrà cronaca politico-istituzionale.

Il decreto legge (d.l. n. 86) è nominato “Disposizioni urgenti in materia di parità di genere nelle consultazioni elettorali delle regioni a statuto ordinario”.

Tra il Referendum costituzionale ancora in surplace (quello sul cd. “taglio dei parlamentari” e che sarà senza quorum e si terrà il 20-21 settembre) e le emergenze nazionali (sanitaria e sociale) aperte ad ogni evenienza, questa decisione del Governo merita certamente l’attenzione di tutti (anche perché non è scontato che nei suoi effetti riguardi solo la Puglia, ma può interessare anche altre regioni, almeno come precedente).

Sulla sua pagina Facebook e dunque per la Stampa, il Presidente Conte – a margine del Consiglio dei Ministri straordinario a cui ha partecipato anche il Presidente della Puglia Emiliano – ha scritto, con non usuale enfasi, che “oggi abbiamo scritto una nuova pagina nella storia italiana dei diritti politici e, in particolare, dei diritti delle donne. Per la prima volta il Governo è intervenuto per adottare un decreto-legge che introduce nella legislazione della Regione Puglia il vincolo della doppia preferenza, offrendo a tutti gli elettori pugliesi la garanzia di poter scegliere, in occasione della prossima competizione elettorale, tra candidati di sesso diverso”.

Secondo il Presidente del Consiglio Conte siamo dunque in presenza di un atto che fà la Storia, mentre secondo alcune voci (invero flebili) della minoranza parlamentare siamo in presenza di un intervento a gamba tesa sulle elezioni pugliesi che costituirebbe una ferita agli elettori della Puglia e che sarebbe da considerare cronaca politica, anzi propriamente uno strumento di lotta politica dannoso e scorretto.

Al di là delle dichiarazioni a corredo da parte di alcuni Ministri, le affermazioni del Presidente Conte non hanno suscitato, in verità, commenti particolari da parte degli osservatori e dei notisti di cose politiche, e sono stati colte – stante anche il clima estivo – come fatti non rilevanti da larghissima parte dei cittadini del Paese e della regione (non si registrano al momento sondaggi sul gradimento della misura).

Solo alcuni Ministri (Teresa Bellanova e Francesco Boccia, non a caso pugliesi) hanno chiarito e commentato il decreto legge fornendo versioni convergenti del processo che ha determinato la decisione governativa di commissariamento statale (tecnicamente attraverso il Prefetto di Bari) sulla Regione.

Se i due Ministri fanno il loro dovere, sbagliano i notisti e i cittadini che non considerano degno di attenzione il decreto legge di commissariamento, in quanto lo stesso è molto significativo (cioè denso di significati) per almeno tre distinti ordini di ragioni: ragioni costituzionali, ragioni istituzionali e ragioni politiche.

Per le ragioni costituzionali, le questioni sono abbastanza complesse in quanto è la prima volta che in maniera mercata viene usato il potere governativo di cui all’art. 120, comma 2, della Costituzione ed all’art. 8 della legge “La Loggia” (legge di attuazione del disposto costituzionale); tale utilizzo impatta con i poteri normativi del Governo che sono previsti negli art. 76 e 77 (decreti legislativi e decreti leggi) ed i costituzionalisti sul punto possono opinare che in pratica il governo Conte stia dando avvio ad un nuova fonte primaria del diritto come frutto del combinato disposto del 120 con il 77 Cost. it.

Non sarà facile capire, a questo punto, gli effetti ordinamentali di tale decisione soprattutto se il caso andrà attraverso un giudizio alla cognizione della Corte Costituzionale che si esprimerà ai sensi dell’art. 134 Cost. it. (non in via d’azione, ma in via incidentale).

Il commissariamento “di genere” della Puglia colpisce anche per alcune ragioni istituzionali, in quanto avviene con il pieno consenso del Presidente regionale, in quanto formalmente ad essere commissariata dal Governo non è la Giunta ma la maggioranza consiliare di csx.

Dopo aver partecipato alla seduta del Consiglio dei Ministri, il Presidente Emiliano ha infatti dichiarato che “dopo cinque anni di tentativi di convincere il Consiglio Regionale della Puglia, assolutamente sovrano in materia, ad approvare la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese per adeguare la nostra regione al resto d’Italia, oggi il nostro impegno programmatico si è realizzato grazie al Governo della Repubblica. Davanti al Consiglio dei Ministri che mi ha convocato allo scopo, ho potuto finalmente esprimere il mio pieno consenso all’introduzione della doppia preferenza di genere nella legislazione pugliese”, aggiungendo poi i suoi ringraziamenti “a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione che hanno espresso favore nei confronti del provvedimento che il Governo ha approvato. Non c’era più tempo purtroppo per riconvocare il Consiglio Regionale, ma nella sostanza il provvedimento del Governo riassume le posizioni di tutti ed equipara la legge pugliese a quella delle altre regioni e dei comuni. La cosa più importante è aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi”. La cosa può apparire anche molto strana, ma nel caso Puglia il Consiglio apprezza il commissariamento dei suoi poteri ammettendo le sue incapacità, come invece non è accaduto in Calabria nel 2019. Sembra evidentemente, un caso di leale collaborazione della Giunta regionale con il Governo nazionale, contro il Consiglio regionale lento ed omissivo. “Leale collaborazione” si, ma tra Esecutivi.

In ultimo, il commissariamento regionale (di fatto) consensuale da parte del Governo nazionale (forse frutto di una nuova tipologia di “leale collaborazione”?) rileva anche per ragioni politiche, in quanto pare essersi creata una frattura tra cdx e csx-grillini (sul crinale dei diritti politici elettorali) che può produrre effetti, diretti e indiretti, anche sul versante della prossima legge elettorale nazionale per il Parlamento che sarà in approvazione dopo il referendum costituzionale di settembre sul “taglio”.

A questo punto le note di domanda che potrebbero concludere questa analisi del decreto legge n. 86 e dei suoi effetti, sono almeno due: a) la regione Regione Puglia (il Consiglio che sarà eletto a settembre prossimo) sono a rischio di ricorso giurisdizionale contro il procedimento elettorale frutto della scorrettezza lamentata dalla destra e dai suoi leaders che invocano la autonomia politica regionale?; b)la regione Calabria (e il suo Consiglio neo-eletto ed alquanto passivo) reagirà a tale decisione del Governo (che a breve sarà convertita in legge dal Parlamento), avendo i consiglieri calabresi finalmente inteso che il mancato recepimento nella legislazione regionale del principio costituzionale fondamentale sulla parità di genere integra la fattispecie di “mancato rispetto di norme di cui all’articolo 120 della Costituzione” per come si scrive nel decreto legge (art. 1)?

A questi due quesiti non appare per nulla semplice dare una risposta al momento completa, ma forse è possibile segnalare come il mix tra ragioni istituzionali e ragioni tecnico-costituzionali, in questo “strano caso” del commissariamento per parità genere, produrrà a breve un paradosso (incrociato) mirabilmente “all’italiana”.

Per tale paradosso dopo il 21 settembre 2020, sia il Consiglio regionale pugliese sia il Consiglio regionale calabrese (il 24 settembre sub judice al tar Calabria) possono essere a rischio scioglimento per ragioni che giuridicamente sono uguali e contrarie, ma politicamente sono distanti e distinte. Non siamo, in questo caso, in presenza di un esercizio di “scientia juris”, bensì in presenza di un esercizio di “juris prudentiae”. Le due cose non sono identiche, come è ben noto a chi mastichi il linguaggio giuridico. In ogni caso, non hanno ragione né Conte né i tre leaders della destra italica: siamo a metà tra la cronaca e la storia. Ne riparlermo.

*docente diritto pubblico, Unical