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I Partigiani padroni del Castello di Oriolo

di Massimiliano Oriolo

In tanti ieri sera hanno partecipato alla presentazione del libro del prof. Pietro Abate “La scelta giusta – Nove storie di Partigiani”, nel cortile interno del Castello Medievale di Oriolo. Al tavolo di presidenza il Sindaco del comune jonico Simona Colotta, il Consigliere comunale con delega alla Cultura Francesco Pucci e il presidente della Proloco Renato Simonelli.

 

Nei saluti di apertura il primo cittadino del Borgo jonico ha sottolineato quanto segue: “Porto i saluti non solo miei ma dell’intera comunità nel presenziare all’appuntamento di oggi. Sono orgogliosa di essere qui per l’amicizia fraterna che mi lega da sempre all’autore, figlio di questa terra e grande professionista. La nostra finalità – ha continuato il Sindaco – sarà quella di divulgare quanto più possibile il libro di Abate nelle scuole del territorio comunale e non solo. La nuova generazione deve conoscere la storia del passato per capire il presente. Noi tutti – ancora la Colotta- se siamo oggi donne e uomini liberi, lo dobbiamo ai Partigiani che con il loro sacrificio hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista.”  Il professore oriolese di nascita, ma toscano d’adozione nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di parlare di Resistenza e di farlo senza pregiudizi ideologici. “Questo è, a mio parere, l‘unico modo per capire il reale valore e la portata storica di quella esperienza – ha specificato -. Solo ripulendo quella stagione storica dall‘ossidatura ideologica che, purtroppo, rischia di farne perdere il giusto senso, è possibile – sottolineava l’autore – capire un passaggio così importante per la formazione delle coscienze del nostro paese. Per fare questa operazione è necessario conoscere a fondo l‘argomento e partire da un approccio critico che non manchi di sottolineare anche gli aspetti problematici che, almeno in una prima fase, hanno caratterizzato l‘esperienza”.

Al numeroso pubblico presente il prof. Abate ha messo in evidenza, leggendo qualche passo del suo libro, qual è stato il grande valore morale della Resistenza che è servita come operazione di riscatto e di recupero di identità e orgoglio nazionale, in un momento storico in cui gli italiani erano mal visti tanto dai vincitori quanto dai vinti. Perché i tedeschi, ci consideravano un ‘popolo di traditori, destinato ad imputridire. Gli alleati ci consideravano come quelli che avevano abbracciato Hitler ed il suo delirante proposito di morte. “L’Italia e gli italiani per bene – ha chiosato Abate – hanno contribuito con il loro agire contro il Regime Fascista ormai a pezzi, a recuperare una credibilità ormai compromessa di un intero popolo. La resistenza non appartiene a una parte e non è contro un‘altra ma è patrimonio dell‘ ITALIA intera.”