di Anna Zupi
Autore catanzarese dell’ultimo successo “Osiride il pilastro degli dei: il segreto svelato della sfinge e delle piramidi” Roberto Murgano, docente universitario, archeologo e ricercatore. Appassionato dell’Egitto si laurea presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi in archeologia preistorica. Vincitore nel 1992 della borsa di Studio Erasmus Project, Servizio Ricerca Relazioni Internazionali, Istituto di Preistoria e Protostoria di Siena, Università di Utrecht (Olanda). Dal 1990 al 2015 è parte attiva di vari team di scavo archeologico e responsabile di cantieri archeologici di epoca paleolitica, neolitica, eneolitica, romana, medievale e etrusca, fra cui, si ricordano le necropoli. Fra il 2001 e il 2008 si è recato due volte in Egitto per attività di ricerca scientifica. È stato organizzatore, membro del comitato scientifico, relatore e Editor degli Atti di vari eventi internazionali fra cui: il Convegno Internazionale: Calabria Antica e Egitto, Eds.
Su cosa verte la sua ricerca e quali sono i metodi scientifici usati?
La ricerca è basata sull’evoluzione della civiltà egiziana per quasi 6000 anni di storia, una storia controversa e affascinante, che ha creato una spaccatura fra studiosi accademici e quelli “indipendenti” (pseudo studiosi per lo più), riguardo l’origine delle piramidi, della sfinge e sul culto delle divinità egiziane, i neterw. Il vero problema risiede nei metodi scientifici usati; gli accademici sono troppo legati a dei paradigmi evoluzionistici che si basano solo sull’archeologia, creando troppe domande senza risposta perché ci sono oggetti fuori posto, tecnologie che non potevano esistere all’epoca, che potrebbero retrodatare l’origine della nostra civiltà, come ad esempio la sfinge o le piramidi. Gli indipendenti, credono che le domande senza una risposta, hanno una sola risposta, che prima della nostra, ci sia stata una civiltà precedente, ma non portano prove valide. La soluzione a questi problemi di metodo, sta nell’uso incrociato delle scienze interdisciplinari, archeologia, astronomia, fonti letterarie, antropometria, studio della genetica, climatologia, etc, solo incrociando tutti i dati si hanno delle risposte, questo è stato il mio metodo, così ho ricomposto il puzzle.
La sua è stata una ricerca in solitaria o di squadra?
Una ricerca in solitaria per circa 12 anni, anni, in cui ho reso partecipi colleghi e docenti universitari nel campo dell’egittologia, ma non solo. I confronti nel tempo sono stati utili per la ricerca. Tuttavia, 5 anni fa, mi resi conto che avevo bisogno di braccia e una mente capaci di mettere in grafica le mie teorie, conobbi l’architetto Massimo Scalzo, da allora lavoriamo sempre assieme, lui fa “vivere” le mie ricerche, rendendole reali in grafica, inoltre, la Dott.ssa Elisabetta Luciano, mi è stata utile per lo studio genetico delle popolazioni predinastiche.
Quali sono stati i risultati?
La storia dell’antico Egitto è diversa da come è stata raccontata, la sfinge in origine non era una sfinge, le piramidi sono molto più antiche di quanto si pensi, i neterw non erano dei, i popoli che vivevano in Egitto in origine erano monoteisti e altro. Tutto dimostrato con prove incrociate che non sono in discussione.



