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Rovito, “C’era una volta la ‘ndrangheta”: la testimonianza di Tibero Bentivoglio

di Federica Costabile

Una gremita piazzetta Cornelio ha accolto, ieri pomeriggio, Tiberio Bentivoglio a Rovito. A fare gli onori di casa il vicesindaco, che ha omaggiato l’ospite arrivato da Reggio Calabria con un volume sulla storia del comune della Presila.

Carmela Gagliardi, presidente del circolo “Tommaso Cornelio” che ha fortemente voluto l’evento, introduce Loredana Gaudio e Gina Falbo in conversazione con l’autore di “C’era una volta la ‘ndrangheta”. 

La storia raccontata del libro, di cui ha curato la prefazione Nando Dalla Chiesa, è impostata in modo semplice in quanto ha come diretti destinatari, in primis, i ragazzi delle scuole: “lì c’è terreno più fertile” dice lo stesso Bentivoglio. Un nonno, su richiesta del nipote che deve svolgere un compito per la scuola, racconta cosa è stata la ‘ndrangheta. Siamo nel 2039. La mafia è stata sconfitta ed è soltanto un ricordo lontano.

Una data simbolica, il 29 agosto, la stessa in cui nel 1991 venne ucciso a Palermo Libero Grassi, imprenditore che si era opposto alla richiesta di pizzo della mafia.

Racconta la sua esperienza simile a quella di Grassi, Bentivoglio, e lo fa in modo preciso e cadenzato, senza tralasciare nulla. Una testimonianza intensa, difficile e tragica ma anche impregnata di speranza e determinazione. Un uomo che ha scelto da che parte stare fino in fondo e senza ripensamenti.