Si voterà domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 per il taglio dei parlamentari, in concomitanza, dunque, con le elezioni amministrative e regionali. Il referendum, inizialmente previsto per il 29 marzo scorso, è stato rimandato a causa dell’emergenza coronavirus.
Si vota per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Il testo di legge era stato approvato da entrambi i rami del Parlamento italiano a maggioranza assoluta, ma poiché la riforma costituzionale non è stata approvata a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna camera, un quinto dei senatori ha potuto richiedere il referendum confermativo. Trattandosi di referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento del quorum.
I partiti che sostengono apertamente il Sì sono il M5s e, pur a malavoglia, una parte del Pd all’interno del quale una agguerrita componente è mobilitata per il No.
La Lega (Nord) è silente, anzi pare abbia dato mandato ai suoi sul territorio di boicottare la riforma per sabotare la maggioranza parlamentare e sfilare un risultato dal carniere del Movimento 5 stelle.
Forza Italia viaggia per bande isolate, Italia Viva lacerata dall’avere perso la paternità di una parte della riforma proposta nel 2016 sosterrà presumibilmente il No, mentre Fratelli d’Italia è indecisa se seguire l’onda del “popolo” ovvero mantenere o meglio ritrovare una postura istituzionale.



