“Durante il periodo di confinamento, definito lockdown, tutti i cittadini italiani commentavano l’operato dei medici, degli infermieri e delle altre professioni sanitarie definendoli eroi, angeli, persone meravigliose.
In tanti, ancora oggi, ricordano le carovane dei camion dell’esercito con le bare dei deceduti per Covid della città di Bergamo o dei bollettini TV delle ore 18 con l’elenco dei contagiati e dei decessi delle varie regioni italiane. Momenti difficili, assimilabili ad un periodo di guerra e ai consequenziali bollettini.
Ma oggi in quanti si ricordano ancora dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari del periodo di confinamento? Del loro lavoro? Dei loro sacrifici? Dimenticati dopo proclami di solidarietà, dimenticate le 176 famiglie dei medici, le oltre 40 degli infermieri e le altrettante delle altre professioni sanitarie; dimenticate ed abbandonate da chi di eroi e di angeli faceva menzioni e sublimazioni oratorie, con sfoggio di aggettivi e ricerca della lacrima, da chi riempiva pagine di quotidiani e settimanali cercando scoop con immagini.
Professionisti dimenticati, problemi dimenticati e ignorati”. Lo afferma, in una nota, il deputato del Movimento Cinque Stelle, Massimo Misiti.
“Sembra – continua Misiti – che si stia facendo di tutto affinché a pagare siano gli operatori sanitari; si fa di tutto per proteggere i direttori generali gli assessori e i direttori generali dei ministeri della sanità, cioè coloro i quali non hanno vigilato sull’aggiornamento dei piani pandemici fermi addirittura al 2010 (duemiladieci).
Gli avvocati si sono già organizzati pronti a scrivere le richieste di risarcimento nei confronti di chi si è prodigato per curare gli ammalati fino all’ultimo attimo di vita. Della legge Gelli-Bianco, n. 24/2017 non sono stati ancora approvati i decreti attuativi di alcuni articoli. Che importa c’è sempre l’anello debole.
E coloro che sono stati contagiati nel corso delle loro mansioni da chi sono tutelati? E i familiari dei deceduti nello adempimento del loro lavoro da chi saranno tutelati? ci sarà un riconoscimento economico? Forse a loro non spetta, erano medici, erano infermieri, erano professionisti sanitari.
Ma da tempo immemorabile si sa che la morte è uguale per tutti e non guarda in faccia nessuno, tutti di fronte alla morte sono uguali, il dolore per la perdita di una persona cara accomuna tutti.
La differenza forse sta che in alcune stanze del lungo Tevere è più facile comandare, esprimere cordoglio e dimenticare”, conclude il deputato cinquestelle.



