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L’urlo delle pazienti oncologiche: “La salute non può essere sottomessa alla politica”

Un lungo, un lunghissimo corteo: pacifico, civile, organizzato, compatto che termina nei cancelli della Casa di Cura La Madonnina a Cosenza. Una dimostrazione di forza delle pazienti oncologiche cosentine, stanche di subire soprusi da una politica sanitaria che non gli garantisce cure adeguate, stanche di una politica sanitaria che ignora i loro interessi, stanche di continui tagli alla sanità a discapito delle malate. Un grande striscione campeggia davanti la Casa di Cura La Madonnina, dove le pazienti oncologiche si sono date appuntamento: “La salute non può essere sottomessa alle logiche politiche”.

L’ennesima tegola si abbatte sulla testa dei calabresi. Proseguono i danni arrecati dal Commissario ad Acta Saverio Cotticelli. Un’ulteriore spoliazione dei servizi sanitari voluta dal generale, getta nello sconforto migliaia di donne e non solo. Con l’ultimo provvedimento adottato dalla struttura commissariale si vieta di erogare prestazioni chirurgiche per il trattamento del tumore della mammella a tutte quelle strutture che non rientrano nella Rete oncologica regionale (il Pugliese-Ciaccio ed il Mater-Domini di Catanzaro e l’Annunziata di Cosenza) non tenendo in considerazione le lunghe liste d’attesa del sistema sanitario regionale.

 

Il cancro del seno può colpire chiunque. Tuttavia, le donne possono contribuire a minimizzare il rischio e, nel caso che siano colpite, a far sì che il cancro sia riconosciuto il più presto possibile. Da qualche anno sta regredendo il numero di decessi per tumore al seno. Uno dei motivi di questa evoluzione favorevole è il miglioramento della diagnosi precoce, che non può prevenire il tumore, ma aiuta a riconoscerlo in uno stadio iniziale. Meno la malattia è in stadio avanzato, migliori sono le chance di guarigione. Ma – si chiedono le donne riunite in sit-in a Cosenza –  Cotticelli questo lo sa? Perchè – proseguono le pazienti – ha deciso di “condannare” anzitempo noi degenti de La Casa di Cura La Madonnina?

Oggi guarisce fino al 90 per cento dei tumori di meno di un centimetro – sottolinea il dottor Francesco Mollo – e noi riusciamo a diagnosticare anche masse inferiori al millimetro. Tutto a patto che ci si muova in tempo. L’evoluzione tecnologica degli strumenti utilizzati può fare la differenza e noi – sottolinea il chirurgo all’interno della Casa di Cura La Modonnina siamo all’avanguardia.

Tanto per la diagnosi quanto per la cura, le strutture di riferimento calabresi predisposte dal commissario sarebbero insufficienti per coprire tutte le emergenze mentre – continua Mollo – con il supporto delle strutture private, come questa della Casa di Cura La Madonnina, si riuscirebbe a far fronte meglio ed in minor tempo, alla cura ed alla prevenzione del tumore.

E’ indispensabile specie in Calabria – prosegue il dottor Mollo –  il supporto delle cliniche private nella prevenzione e nella cura delle malattie oncologiche. E’ essenziale – conclude Mollo – una proficua collaborazione tra pubblico e privato; solo così si riuscirebbero a salvare migliaia di vite umane ed a scongiurare il collasso del sistema sanitario calabrese.