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Cosenza, pronta la protesta contro chiusure e restrizioni

Tutto pronto per la protesta contro le nuove chiusure imposte dal nuovo Dpcm e dall’ultima ordinanza della Regione Calabria. “Salute e dignità per tutti” . A Cosenza si scende in piazza mercoledì 28 ottobre alle ore 18.00 per esprimere disappunto verso le nuove restrizioni.

La protesta aperta a tutti i proprietari di bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie, locali, imprese di catering, palestre, associazioni sportive.

“Dopo averci fatto spendere migliaia di euro in dispositivi anticovid, dimezzati i coperti, obbligati a fare gli sceriffi nei nostri locali ora ci dicono che il ristorante non è più sicuro – fanno sapere gli organizzatori. Così il governo ammette il proprio, totale, fallimento nel far rispettare le regole. Farci chiudere alle 18 significa non farci lavorare. Non sono bar e ristoranti luoghi di diffusione del virus. Ci fanno pagare colpe di altri – evidenziano – Siamo consapevoli del momento di estrema emergenza e pronti, come sempre, a fare sacrifici. Ma ricordiamo che da maggio a settembre è stato tutto molto tranquillo mentre poi, con la ripresa delle scuole, con i mezzi di trasporto pieni e la sanità rimasta in stand by si è ripiombati nel caos”. “Purtroppo anche questa volta i lavoratori pagano per tutti – evidenziano – e niente possiamo davanti a un atteggiamento del governo dittatoriale che prima ci fa trascorrere un’estate all’insegna del “fuori tutti” e poi ci dà la botta forte. Insomma, fanno sapere, ci troviamo di fronte ad un “governo che fa decreti di notte pensando solo a come farti chiudere e multare ma non ha fatto un decreto per dirti come ci aiuteranno a mangiare”. E si sfogano: “Con queste imposizioni le conseguenze della pandemia saranno pagate solo dai più deboli e dai meno garantiti. Servono aiuti economici, subito. Siamo pronti a scendere in piazza (XI settembre), è giunta l’ora di ribellarci facendo sentire la nostra voce, pacificamente, indossando la mascherina e rispettando la distanza fisica. VOI CHIUDETE E NOI PAGHIAMO: ORA BASTA!”