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FISMU, pronto soccorso Cosenza: pazienti ammassati e operatori contagiati

L’Annunziata è ormai al collasso ! Questa la ferma denuncia di Claudio Picarelli, Segretario regionale FISMU-Calabria: “Quello che temevamo si sta verificando. Da zero contagi tra il personale sanitario delle scorse settimane , siamo passati a diversi contagi in ogni reparto di degenza e cura.

L’ultimo il Pronto Soccorso, con ben 7 dipendenti, tra infermieri e OS ad essere contagiati. E’ l’effetto dei numerosi pazienti Covid “ammassati” negli angusti e non idonei spazi del Pronto Soccorso. Nonostante lo sforzo degli ultimi giorni dell’azienda con creazione di nuovi posti letto al Pronto Soccorso stazionano quotidianamente dai 25 ai 30 pazienti Covid in attesa di ricovero. E’ facile che in quegli spazi il contagio si diffonda. La cura dei pazienti e la tutela dei lavoratori non sono più garantite”.

L’Annunziata non può da sola dare risposte a questa seconda ondata della pandemia – continua il segretario regionale Fismu – chiudere o accorpare altri reparti metterebbe in serio rischio la cura di tante altre patologie che vengono trattate solo qui e che purtroppo non sono affatto sparite. Serve quindi che oggi, non domani, siano trovate delle risposte adeguate”.

“In assenza di un commissario regionale, in assenza di un presidente regionale che si assuma le proprie responsabilità – conclude Picarelli – ma anche in assenza di una classe politica che sembra essersi dileguata, chiediamo che il Prefetto di concerto con il commissario dell’ASP dott.ssa Bettellini, converta immediatamente due ospedali, tra Acri, San Giovanni in Fiore, Cetraro, ad ospedali interamente Covid. Si creerebbero nell’immediato un centinaio di nuovi posti disponibili, utilizzando il personale già in servizio.

L’ospedale da campo poi speriamo entri presto in funzione. Inoltre chiediamo l’attivazione delle USCA mancanti e l’implementazione dei tamponi, in modo da poter fermare il virus sul territorio. Ormai non c’è più tempo ! chiediamo che queste manovre siano adottate immediatamente, senza ulteriori indugi”.