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Il dramma dei tirocinanti calabresi ignorato dal ministro Boccia

Non è sicuramente un periodo favorevole quello che sta vivendo la regione Calabria. Dal dramma della Sanità, alle discusse vicende politiche che hanno interessato l’attuale Giunta calabrese, alla grave ed atavica vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi che operano presso Enti Pubblici e Privati e presso Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact).

Il dramma lavorativo di queste persone, ha dell’incredibile. Sembrano fantasmi! Non rientrano nello status di lavoratori perché non hanno alcun diritto contributivo e previdenziale, ma sono a tutti gli effetti indispensabili per i ruoli che ricoprono presso i settori in cui si trovano da anni ad operare, in virtù di quelle competenze acquisite su cui la regione Calabria ha investito oltre 100 mln di euro.

Passano inesorabili i mesi ed il problema rimane! La vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi passa sempre in secondo piano rimbalzando da una parte all’altra. Nei mesi scorsi c’è stato anche un’incontro di una delegazione di tirocinanti calabresi con l’attuale Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, un appuntamento che però non ha prodotto nessun risultato. Poi l’interlocuzione con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, anche questo un buco nell’acqua.

Oggi si è tentata un’altra “carta”, quella con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia a Catanzaro, ma anche in questo caso il loro grido di aiuto è rimasto inascoltato. Insomma una vertenza, quella dei 7.000 tirocinanti calabresi, che continua a rimanere ignorata, mentre il tempo scorre ed il dramma prosegue alimentando il forte stato di disagio psichico ed economico di uomini e donne calabresi.