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L’ospedale di Cosenza perde un eccellente medico. Lequaglie si dimette

Un altro calabrese costretto a scappare da questa Terra. Prosegue inesorabile la “fuga dei cervelli” dalla Calabria. Una “mobilità forzata” che coinvolge non solo i giovani in cerca di lavoro, ma soprattutto i nostri più quotati sanitari che, non riuscendo a svolgere adeguatamente le proprie aspettative e capacità, sono costretti ad emigrare.

L’ennesima grave perdita in campo sanitario arriva con le dimissioni di Cosimo Lequaglie primario di chirurgia toracica dell’ospedale di Cosenza.

Il medico più volte aveva espresso, anche attraverso i social, il suo malcontento verso decisioni, che a suo dire si sarebbero potute evitare, come ad esempio allestire gli ospedali militari da campo anzichè riaprire quelli esistenti.

Il dottor Lequaglie accompagna la sua decisione di dimettersi con un amaro sfogo postato sulla sua pagina Facebook: “E io mi chiedo come possa la Calabria rialzarsi se in tutti i modi chi lavora a testa bassa e produce viene additato e colpevolizzato. Non badare alle accuse, alle finte pacche sulla spalla, ai continui sgambetti che ti costringono a “chiedere” anche per i diritti dei tuoi pazienti, molti calabresi, diventa alla fine impossibile. Stringere i denti in una società che smembra e non rinsalda ma distrugge fa il gioco dei più e purtroppo del male! A chi realmente interessano i cambiamenti? Perché tanti calabresi hanno, alla stregua di altri italiani, sfondato all’estero e in altre regioni: questi erano uomini “liberi”. Restare vuol dire assecondare, amalgamarsi, assoggettarsi, adattarsi. Qualunque novità e voglia di condividere professionalità, tempo dedicato per puntare alla trasformazione è vista come intralcio, pericolo, da abbattere! Pressoché nessuno torna o vuole ex novo impegnarsi: molti/tutti sanno a cosa potrebbero andare incontro. Non sono esclusivamente i calabresi, dei quali per buona parte ho estrema stima e affetto, ma anche chi viene da fuori, pure dal Nord, che disfa quello che si creato con difficoltà. Nel particolare ciò è voluto anche per mantenere i flussi di pazienti verso altre regioni. E tanto si dovrebbe scrivere. Chissà se i sogni avverano? Martin Luther Kind aveva questo sogno, non lo ha visto ancora realizzato.”