Sab 21 Mag 2022
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La difesa dell’ex sindaco, Pulice: “Nuova opportunità per Marano”

“Non sono per nulla sorpreso dell’epilogo del Consiglio comunale del 30 novembre u.s., ormai ho conosciuto bene i soggetti che hanno animato la vita della mia consiliatura e soprattutto ho piena coscienza della loro bramosia di protagonismo ed in particolar modo di titoli o meglio “pennacchi” piuttosto che di voglia di fare ed impegnarsi”. A scriverlo è l’ex sindaco di Marano principato, Luigi Pulice.

“Il mio intervento sarà breve perché la verità di quanto accaduto è testimoniata dai fatti. L’agire politico di coloro che hanno deciso un commissariamento dell’Ente in piena pandemia ed a soli sei mesi dal ritorno alle urne elettorali si commenta da sé così come si commenta la loro storia politica sul territorio principatese.

Ci tengo a precisare, visto che non se n’è parlato in consiglio comunale, che la manovra di bilancio 2020, sotto l’aspetto prettamente finanziario, costituisce l’epilogo della funzione di programmazione che si è svolta con l’apporto collaborativo degli Assessorati e dei responsabili dei rispettivi servizi, per cercare di coniugare al meglio i fabbisogni primari e le maggiori istanze che sono pervenute dalla collettività con le risorse disponibili e con le problematiche dell’emergenza sanitaria. L’impostazione data al documento contabile rispecchia ancora una volta il principio della prudenza che richiede la massima attenzione nella valutazione e nella determinazione di quelle poste di bilancio necessarie a assicurare condizioni di equilibrio permanenti”, aggiunge.

“Ho sentito accuse sul mancato investimento in termini economici quasi come il mancato ulteriore indebitamento durante la mia consiliatura fosse una incapacità; rammento a questi grandi esperti di contabilità pubblica che l’ente comunale non è un imprenditore commerciale di arance ed il rischio d’impresa, nel caso d’investimento sbagliato, non si tramuta in una procedura concorsuale di fallimento della quale risponde solo e soltanto l’imprenditore ma diventa una dichiarazione di dissesto finanziario di cui rispondono i cittadini e non gli amministratori che hanno deciso di “investire”.

In questi quattro anni ho assistito a tanti cambiamenti d’umore e di comportamento non certamente legati alle scelte da attuare per il bene della comunità; ho detto no a qualunque forma  di richiesta che non rispettasse i principi della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione e non me ne pento perché ho accettato l’invito alla candidatura nel 2016 per dar vita ad un’altra storia e così è stato per me e per coloro che sono rimasti al mio fianco fino all’ultimo giorno. Per gli altri non mi esprimo, mi auguro solo che il popolo Principatese valuti il loro operato e soprattutto consideri i risultati ottenuto dal loro agire: a parte il commissariamento per tornare alle urne continuando a peregrinare da un gruppo politico ad un altro il nulla totale.

Si è voluto fare “lo sgambetto” a Luigi Pulice persona e ciò lo dimostra il basso livello del contenuto delle dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali che ancora una volta hanno dimostrato la loro falsità e la grande ipocrisia ma in realtà lo si è fatto alla comunità principatese”, la chiosa.

Poi, il finale. “L’inconsistenza e l’incapacità di questi soggetti mi portano a considerare questo episodio non certo come un fallimento ma come una nuova opportunità per ricominciare libero da inutili e pericolose zavorre e forte e consapevole di aver percorso e di poter continuare a percorrere la strada che porta verso la giusta prospettiva”