Sab 18 Set 2021

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Sanità, Corte dei Conti: “I calabresi da 10 anni pagano le voragini del sistema”

Un duro giudizio sulla gestione della sanità in Calabria è stato espresso anche dalla relazione redatta dal magistrato Stefania Anna Dorigo nel corso della teleconferenza della Corte dei Conti sul Giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio finanziario 2019.

Aumento delle tasse. “Il deficit sanitario a cui dare copertura – ha spiegato Dorigo – si è ridotto in valore assoluto di soli 6,291 milioni di euro circa (passando da 104,304 al 31.12.2009 a euro 98,013 al 31.12.2019). È bene ricordare che però, in questi dieci anni, i cittadini calabresi hanno continuato a finanziarie copiosamente la sanità, con il versamento delle extra aliquote Irap e Irpef, extra tributi finalizzati a ripianare i disavanzi che via via si manifestavano”.

Servizi sanitari non adeguati. In altre parole, “gli abitanti della Calabria stanno da dieci anni colmando una voragine finanziaria che cresce e si alimenta di anno in anno”. A fronte di questi “sacrifici finanziari”, i medesimi cittadini non godono però di servizi sanitari adeguati. “Rammento – ha ricordato Dorigo – che i Livelli Essenziali Assistenziali (Lea) sono giudicati adeguati quando raggiungono un punteggio di 160 o un livello compreso fra 140 e 160 in assenza di criticità. Ebbene, dopo molti anni, solo nel 2018 la Regione Calabria parrebbe aver raggiunto un punteggio complessivo adeguato (162), che comunque tradisce ancora numerose anomalie, come screening oncologici inadeguati e scarsità di posti letto”.