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Anno nuovo, Dpcm nuovo. Dal 7 gennaio si cambia

Nuovo Dpcm in arrivo. Lunedì 4 gennaio tutto il Paese sarà per un giorno in zona arancione, con l’attenuazione delle misure restrittive, per poi tornare nuovamente in zona rossa per due giorni. Fino al 6 gennaio rimangono gli ultimi giorni con le limitazioni in vigore: per questo fine settimana l’Italia resterà in zona rossa, ma il 7 gennaio terminano le regole anti-contagio stabilite per queste festività dal Decreto di Natale, così le regioni torneranno al sistema a zone rosse, arancioni e gialle. Dopo l’Epifania sono, infatti, da stabilire nuove regole in base agli sviluppi del quadro epidemiologico.

Il 15 gennaio decade anche il Dpcm del 3 dicembre che definiva chiusure e misure restrittive. Arrivano però notizie poco incoraggianti dall’ultimo monitoraggio dell’Iss, riferito al periodo 22-27 dicembre nel quale emerge una curva dei contagi da Covid-19 non ancora sotto controllo. Nelle sei regioni che presentano un indice di trasmissione Rt pari o sopra l’1, anche la Calabria che rischierebbe così di non uscire dalla zona rossa.

Le previsioni sono che dal 7 gennaio possano riaprire i negozi col ritorno all’orario di chiusura tra le 19,30 e le 20. Rimarrebbero invece chiusi i centri commerciali.

Dopo la befana anche bar e ristoranti dovrebbero riaprire, ma fino alle 18 e mantenendo le regole già previste: sedere al massimo in quattro al tavolo e indossare la mascherina quando non si mangia; consentiti asporto e la consegna a domicilio.

Sempre dal 7 gennaio per gli studenti dovrebbe tornare l’attività in presenza a scuola, anche se al 50% per gli istituti superiori.

Il 15 gennaio verrà molto probabilmente rinnovato il coprifuoco dalle 22 alle 5, l’obbligo di mantenere la mascherina indossata sia all’aperto sia al chiuso e di mantenere la distanza di almeno un metro. Così come rimarrà il divieto di assembramento e la possibilità da parte dei sindaci di chiudere strade e piazze a rischio affollamenti. Inoltre bus e metropolitane continueranno ad operare con riempimento massimo del 50 per cento della loro capienza.

Infine il Cts dovrà valutare il via libera alle attività rimaste chiuse finora come quelle riguardanti i settori dello sport e dello spettacolo. Dopo il rinvio dell’apertura degli impianti sciistici, che avrebbero dovuto riprendere la stagione il 7 gennaio, gli esperti si dovranno esprimere su palestre, piscine, teatri e cinema. Più probabile ad ora la riapertura dei musei con ingressi contingentati.