Home Attualità Riaperture scuole il 7 gennaio: l'allarme...

Riaperture scuole il 7 gennaio: l’allarme anche dei medici

Da una parte il ministro all’Istruzione Azzolina e le Regioni premono per riaprire negozi, scuole e attività. Dall’altra i medici ospedalieri e gli infermieri lanciano l’allarme: non abbassiamo la guardia adesso – dicono – perché il sistema sanitario è ancora sotto stress e il rischio di nuove ondate di contagi rimane dietro l’angolo. Il governo, finora, ha scelto una posizione prudente e il premier Conte annuncia decisioni imminenti: “Sono ore impegnative: abbiamo consultato i nostri esperti per valutare la curva epidemiologica per valutare gli scenari prossimi futuri”.

Il dato inconfutabile è il tasso di positività che vola quasi al 20%. A ribadirlo anche il presidente delle Regioni Bonaccini: “Con questi dati aumentano i dubbi sulle riaperture, a partire dalla scuola. ‘Se ha dubbi, il governo ci convochi’, dice.

Slitta al 18, intanto, la riapertura delle piste di sci con l’ordinanza firmata da Speranza, mentre c’è il pressing delle Regioni per la riapertura delle palestre.

La collocazione dei territori nelle varie zone – gialla, arancione o rossa – sarà decisa in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. A rischiare la zona rossa per ora sono Calabria, Veneto e Liguria.

L’incidenza di positività è ora salita quasi di tre punti, al 17,6%, e tornano ad aumentare – anche se solo di 16 unità – i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Gli effetti del Dpcm del 24 ottobre – secondo diversi esperti – sono ormai esauriti e in tutta Italia la curva dell’epidemia sta tornando a salire, tanto che le stime elaborate dallo statistico Livio Fenga indicano circa 600mila casi complessivi a fine gennaio, contro i circa 577mila attuali. Per il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, la speranza è che “la ripresa sia mitigata dagli effetti delle misure introdotte alla vigilia Natale, delle quali si potranno vedere gli effetti nella seconda settimana di gennaio”. Secondo l’esperto “sarebbe prudente vedere l’andamento dei dati e soltanto dopo decidere se riaprire le scuole”.