Home Attualità Covid, Spirlì sulla scuola: “La didattica...

Covid, Spirlì sulla scuola: “La didattica a distanza è il nostro futuro”

Scuola e vaccini. Sono questi gli argomenti della diretta facebook di questa mattina del presidente facente funzioni della regione, Nino Spirlì.

Ma è soprattutto la scuola e le polemiche attorno alla riapertura che preoccupa Spirlì: “Lo studio e l’acculturamento dei giovani – ha detto – è una cosa a cui tengo moltissimo, ma in questa fase quello che metto al primo posto è la vita, la vita in salute non solo dei ragazzi ma anche dei loro genitori, dei nonni, quei saggi nonni che una volta non avevano le nostre possibilità e magari non andavano a scuola ma hanno saputo lo stesso mantenere la famiglia, e diventare anche imprenditori. Non erano stressati, come sento dire adesso dei ragazzi. Perché lo diciamo? I nostri giovani non sono degli stupidi, hanno capacità di reazione sorprendente”

“In questa fase – continua ancora Spirlì – ogni tipo di assembramento è pericoloso e i ragazzi nel percorso casa-scuola hanno parecchi luoghi, come i bus, fuori al cancello, a prendere una pizza dopo la scuola. E allora se il Cts ci ha consigliato di spostare le elezioni per evitare assembramenti come faccio a non intervenire sulla scuola. Non li stiamo privando della scuola.

Abbiamo garantito la didattica a distanza che è il nostro futuro. I ragazzi stanno usando il progresso. Io vorrei chiedere una cosa? Cosa fanno i vostri figli? Stanno con voi o al cellulare? E poi quando dite che alcuni insegnanti non seguono gli studenti, credete che in presenza li potrebbero seguire meglio? E ancora, cosa potrebbe succedere nella mente di un ragazzo che porta a casa il virus e contagia i propri cari se non un drammatico senso di colpa? Cerchiamo alla di essere onesti, il problema è la Dad. Oggi comunque firmerò la nuova ordinanza per le scuole che andrà in vigore il 7 gennaio per la completa tutela dei nostri ragazzi”.

Sui vaccini  Spirlì non ammette la polemica: “Il piano vaccinale sta andando avanti. Ci sono stati problemi di organizzazione, e sarebbe andata meglio se il Governo ci avesse fornito tutto le siringhe. Entro fine mese completeremo  le 60mila prime dosi previste per poi passare alle seconde. La Calabria non è andata al collasso e non ci andrà perché noi sappiamo rimboccarci le maniche”.