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Riapertura scuole: ” Ci sarebbe il modo per riprendere in sicurezza”

Dopo un confronto durato giorni e un Consiglio dei ministri in nottata che ha portato alla bozza del nuovo decreto post Epifania, il Governo ha deciso di rinviare tutto, ma solo per pochi giorni. Il rientro a scuola è stato quindi fissato per lunedì 11 gennaio.

Solo nelle Regioni che nel monitoraggio di venerdì 8 gennaio eventualmente dovessero essere rosse secondo le nuove regole dell’indice Rt approvate ieri, non riaprirebbero le scuole superiori. Ma al momento nessuna è vicina a quella soglia.

Difficile cogliere il senso di una strategia di questo tipo, come se ritardare di qualche giorno, senza un vero piano di contrasto alla diffusione del Covid, servisse davvero. Ok le mascherine, ok il distanziamento sociale e tutte le altre regole ferree a cui gli studenti sono giustamente sottoposti, ma nessuno ad oggi ha elaborato un piano davvero efficace.

Sorveglianza attiva, una proposta

Alcuni esperti, ad esempio, suggeriscono di effettuare la sorveglianza attiva su tutte le scuole italiane: basterebbe fare a tutti gli studenti e al personale scolastico, insegnanti e ATA, un tampone ogni settimana per rilevare immediatamente eventuali casi di Coronavirus e isolarli, evitando di portare il virus a casa o tra i compagni. Disagi minimi, costo accettabile e risultato migliore possibile.

Eppure la ministra Azzolina e gli altri non sembrano neanche considerare questa ipotesi. La decisione di posticipare ancora di quattro giorni il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori è la conseguenza del pressing serrato portato avanti in questi giorni dalle Regioni, ma in ordine sparso.