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Cantante calabrese esalta la mafia. Il Mosap insorge

I suoi brani fanno anche più di 3 milioni di views l’uno. Lei è Teresa Merante, una cantante folk calabrese che, senza alcun ritegno, canta in favore di latitanti, mafiosi, detenuti e boss e contro la polizia e lo Stato, una donna che aveva già avuto il coraggio di portare in scena il “capolavoro” “U latitanti”,  una hit da quasi 3 milioni e 600 mila visualizzazioni la cui musica è molto simile a “Le radici ca teni” memorabile pezzo dei Sud Sound System, e “Il capo dei capi”, dedicata a Totò Riina, deceduto pochi mesi prima della pubblicazione del brano a lui dedicato.

Ma adesso la misura è colma, il livello massimo della pazienza e della tolleranza è stato superato ed interviene anche il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia.

«Gravissimi e vergognosi i testi delle canzoni di una tale Teresa Merante, cantante folk calabrese, nei quali si invita a sparare alla Polizia, si inneggia alla libertà dei detenuti e si esaltano boss malavitosi come Totò Riina. Davvero uno scempio, nonché enorme mancanza di rispetto nei confronti di chi ha sacrificato la propria vita per combattere le mafie».

Lo dichiara Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap). «Ben più grave – prosegue Conestà – è che l’amministrazione comunale di Nicotera (Vibo Valentia), dove è stato girato uno dei video, abbia dato la disponibilità affinché questa opera oltraggiosa fosse realizzata.

Chiediamo a gran voce, considerato il prezzo che il nostro paese ha pagato e continua a pagare per la lotta alle mafie, che politici e autorità, compresi i nostri vertici, sul fronte comune si adoperino affinchè tali obbrobri siano immediatamente censurati. Non è ammissibile che siano permessi messaggi di questo tipo. Abbiamo un grande compito – conclude – quello di insegnare ai giovani i valori e il rispetto per la legalità».