Ven 28 Gen 2022
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Scuole, ISS e CTS: “Ritorno in aula non è più procrastinabile”

Scuola: domani in Calabria si potrebbe ritornare a frequentare (al 50%) le lezioni in presenza, ma a quanto pare in tanti hanno scelto di proseguire con la DAD, posto che il presidente Nino Spirlì ha dato la possibilità di farlo. Ma cosa emerge da un’indagine rigorosa che fa luce su questo aspetto molto controverso?

Al momento, la situazione è così sintetizzabile: l’ISS (Istituto superiore di sanità) ha curato un rapporto pubblicato a inizio gennaio che non dà alcuna certezza sui contagi nelle scuole; il Cts ha espresso la posizione che a scuola si può tornare in presenza perché il rischio è basso/accettabile, i vari Tar, che si sono pronunciati sui ricorsi contro le ordinanze regionali limitative della presenza a scuola, hanno sottolineato che ogni decisione deve essere ben motivata sulla base di dati attendibili e aggiornati, non generali, ma specifici per il territorio e in grado di mostrare l’incidenza in ambito scolastico rispetto all’andamento della pandemia. Un problema sostanziale e dirimente. All’interno del Cts, il cui coordinatore è Agostino Miozzo, le posizioni sono state quasi sempre univoche. Le dichiarazioni di Miozzo sono sicuramente pro apertura, il rischio è basso, dice, non escluso, ma accettabile: “La scuola è un luogo sicuro, d’altra parte se la circolazione del virus è devastante non è la scuola che crea problema”.

Sulla questione è intervenuto più volte Andrea Crisanti, rimarcando che “Non esistono dati scientifici sul ruolo delle scuole nella pandemia”, “Prima di decidere se riaprire o no le strutture, occorrerebbe avere dati scientifici sui quale basare le scelte”.
Ha indicato anche, da uomo di scienza, il metodo per fare una sperimentazione specifica “la cosa giusta da fare sarebbe prendere una zona gialla, una zona arancione e una zona rossa, aprire in un distretto scolastico le scuole per due, tre settimane e vedere cosa succede“. E solamente dopo, prendere decisioni.

È evidente che in questa situazione così difficile sarebbe meglio evitare polemiche più d’impatto mediatico che di sostanza. La prudenza suggerisce di restare sempre ben attenti alle norme, alle motivazioni, agli ambiti delle rispettive competenze.
Se è vero che il Cts ha detto/ripetuto “Il ritorno in aula non è più procrastinabile per il grave impatto sull’apprendimento”, è anche vero che bisogna valutare le situazioni territoriali, come risulta dal verbale, e la Calabria è tra le regioni (zona gialla) a rischio basso. Le decisioni delle autorità regionali, suggerisce il Comitato Tecnico Scientifico,  dovrebbero esser mirate e calibrate, fondate su dati verificati e monitoraggi precisi, studiate ed adottate in base ai dati epidemiologici da città in città.