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Riparte la cultura: riaprono i musei ma le scuole sono “pericolose”

Sulla scuola c’è ancora tanta paura ed altrettanta confusione. Da una parte la decisione del governo centrale di far ritornare in aula gli studenti delle scuole superiori, con la didattica di nuovo in presenza al 50% e di “promuovere” addirittura la cultura con l’apertura dei musei, dall’altra la (non) decisione della Regione Calabria di demandare ai genitori la possibilità di prorogare le lezioni in dad (una scelta adottata dall’90% delle famiglie calabresi).

Un vero e proprio controsenso! Da oggi dunque in Calabria, zona gialla, le uniche aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sarebbero le aule scolastiche. Un dubbio installato nella mente dei calabresi dai proclami del Governatore Spirlì che si dice preoccupato per i positivi da coronavirus ancora presenti sul territorio. Una paura che, naturalmente, gran parte dei genitori ha voluto scongiurare non facendo frequentare ai propri figli le lezioni in presenza.  Ma se fosse veramente pericoloso a fronte dei numeri del contagio e dell’incognita del virus, si sarebbe dovuto evitare di mettere a rischio le persone, i lavoratori, i ragazzi, le famiglie e la valutazione zona gialla per la Calabria, sarebbe sbagliata.

Inoltre, se è vero, come è vero, che prevenire è meglio che curare, questi stessi genitori riusciranno a “tenere” i propri ragazzi ancora chiusi in casa? Vogliamo solo ricordare che in tantissimi, solo sabato scorso (la Calabria era ancora in zona arancione) affollavano le strade principali delle città.

Interviene in merito anche Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, la quale a Rainews24 afferma: «Ci sono tutte le condizioni per riportare gli studenti a scuola. Nelle regioni zona gialla, tutto o quasi riprende regolarmente e non vedo motivi per i quali solo le scuole non debbano riaprire i battenti».

E ancora: «Abbiamo lavorato molto anche sul tema trasporti. Passi importanti sono stati fatti congiuntamente ai prefetti che territorio per territorio hanno lavorato insieme a trasporti e enti locali, e hanno redatto un piano».

Secondo Azzolina «il problema non è più rappresentato dai trasporti perché questi sono stati risolti. Lo sappiamo che il rischio zero non esiste, è così ovunque, ma la scuola si è organizzata con programmi seri, sia all’interno che fuori».