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“Strisce pedonali sbiadite, passanti a rischio”: la denuncia di un cosentino

Lettera aperta di un cittadino cosentino: “Non mi sento tutelato quando cammino per le strade cittadine” di Dimitry Reda

È questione davvero di un attimo. L’automobilista non ti vede e tira dritto, malgrado le strisce pedonali, e ti prende. 

I pedoni sono senz’altro uno dei soggetti più a rischio nel traffico cittadino. Ogni giorno in Italia muoiono due pedoni e altrettanti restano seriamente feriti ogni ora. Dall’apposito Osservatorio Asaps, nel 2019 sono stati 19.817 gli investimenti di pedoni, 54 al giorno, due ogni ora, con 534 morti, 336 uomini e 198 donne: il dato è in calo del 12,7% rispetto al 2018, quando furono 612, e al 2017, quando morirono 600 pedoni. L’analisi conferma l’estrema vulnerabilità dei pedoni, l’utente più debole della strada, soprattutto per gli over 65 (che rappresentano da soli più della metà del totale dei decessi). 

Quando eravamo piccoli lo hanno insegnato a tutti: quando sono presenti le zebre si attraversa sempre sulle strisce pedonali, guardando attentamente a destra e a sinistra. Ma a Cosenza purtroppo c’è una scarsa attenzione alla manutenzione delle strisce pedonali: basta farsi un giro in città per appurare che la maggior parte delle strisce di attraversamento pedonale o sono scolorite completamente o lo sono parzialmente. 

A regolare l’utilizzo delle strisce e in generale gli attraversamenti dei pedoni sono due articoli del Codice della Strada, ovvero l‘articolo 190 che indica come devono attraversare la strada e dove devono circolare i pedoni e l’articolo 191 che indica il comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni. 

Il problema è esattamente questo, che non dovremmo neanche parlare di pedoni come se si trattasse di una categoria diversa dalle altre, perché tutti camminiamo per le strade cittadine e quindi diventiamo tutti pedoni, all’occorrenza. Purtroppo, tendiamo a dimenticarcelo appena smettiamo di camminare e ci mettiamo alla guida. La riflessione che sento di fare è questa: per cambiare ognuno deve fare la propria parte e chi guida deve considerare il pedone non come un intralcio ma come un altro utente della strada da rispettare con particolare attenzione, perché più fragile. 

Chi cammina deve essere consapevole dei propri diritti, rivendicandoli, e dei propri doveri, evitando imprudenze. Chi amministra debba promuovere azioni educative e di sensibilizzazione, attuando interventi di moderazione del traffico e utilizzando saggiamente gli strumenti repressivi e sanzionatori.”