Sab 17 Apr 2021
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Scuole chiuse, arrivano gli aiuti per i genitori

Purtroppo ancora il maledetto Covid-19 avanza anche in Calabria e per fronteggiare la diffusione dei contagi il presidente f.f. della Regione ha deciso di chiudere le scuole, così da limitare gli spostamenti e ridurre i contatti. Una scelta condivisa dal Governo centrale che per andare  incontro ai genitori lavoratori, ha annunciato un nuovo decreto con il quale ha previsto tutta una serie di aiuti destinati a chi dovrà fare i conti con i figli rimasti a casa a seguito della chiusura degli istituti scolastici. A riportarlo poche ore fa il quotidiano economico Qui Finanza.

Stando a quanto si evince dalla prima bozza del decreto, e come molti ministri hanno confermato nelle ultime ore, l’Esecutivo parrebbe intenzionato a riconfermare i concedi parentali straordinari riconosciuti ai genitori con figli minori di 14 anni. Si tratta di congedi retribuiti al 50% ammessi in tutti quei casi in cui i figli saranno costretti a rimanere a casa a seguito della chiusura delle scuole.

Nella disciplina che reintroduce i congedi parentali straordinari, già previsti dal Governo Conte ma in scadenza il 31 dicembre 2020, bisogna ancora definire il passaggio relativo al riconoscimento degli stessi in caso di smart working. Pur rimanendo a casa, infatti, il genitore dovrà lavorare, pertanto seguire il figlio nell’attività scolastica potrebbe diventare complicato. Per questo motivo, il nuovo decreto potrebbe seguire la stessa linea dei precedenti, ovvero quella di estendere i congedi retribuiti al 50% anche a chi lavora da remoto.

Lo smart working, infine, rimane incoraggiato in tutti quei casi in cui è possibile svolgere l’attività professionale direttamente da casa. Se in passato si è detto di riconoscere questa possibilità ai genitori con figli minori di 14 anni, adesso l’Esecutivo di Draghi sembrerebbe deciso ad alzare l’età a 16 anni.

Tra gli aiuti previsti dal dl Sostegno per le famiglie spunta anche il bonus baby sitter, introdotto durante il primo lockdown e destinato ad essere riconfermato dal nuovo Governo. A marzo l’agevolazione prevedeva un contributo pari a 600 euro da riconoscere alle famiglie in possesso di determinati requisiti, importo che per determinati lavoratori (come i genitori impiegati nelle forze dell’ordine o gli operatori sanitari) saliva a 1.200 euro.

Con il nuovo decreto non è ancora stato definito l’importo, mentre è stata messa in discussione l’estensione dello stesso bonus ai nonni (categoria che era stata inserita in un secondo momento dal Governo Conte).