Dom 18 Apr 2021
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Covid, (tranne in Calabria) iniziate in Italia cure con anticorpi monoclonali

In quasi tutte le regioni d’Italia è ormai iniziata la somministrazione di anticorpi monoclonali per curare i pazienti positivi al coronavirus che presentano sintomi lievi o moderati e che siano ascrivibili in categorie di rischio (obesitàdiabete con complicanze, dialisi o trapianto).

Gli anticorpi monoclonali sono sostanze presenti nel sangue delle persone che guariscono dal virus. Ottenuti in laboratorio, sono progettati sulla base della struttura di quelli prodotti naturalmente nel nostro organismo dai linfociti B quando incontrano un agente infettivo che esponga sulla sua superficie una sostanza a cui sono reattivi, in genere una piccola porzione di una proteina, denominata antigene.

Gli anticorpi monoclonali sono capaci di ridurre ricovero e complicanze se assunti tempestivamente. I farmaci possono essere somministrati endovena in centri specialistici a pazienti selezionati da Usca e medici di medicina generale.

Gli esperti sono entusiasti degli anticorpi monoclonali. Francesco Vaia, direttore dell’ospedale Spallanzani di Roma, ha sottolineato che questa terapia può evitare l’ospedalizzazione di 8 persone su 10. Un dato che non solo contribuirebbe a svuotare le strutture, ma anche a salvare vite.i

Il Lazio è la prima regione ad aver avviato una sperimentazione con gli anticorpi monoclonali: ci sono 11 strutture in cui si possono somministrare, tra cui proprio l’Istituto Spallanzani della Capitale. Per quel che riguarda le altre regioni, in Liguria sono almeno 11 i pazienti ad aver ricevuto la terapia.

Lo scorso 19 marzo sono stati somministrati nelle Marche e in Campania, si sono mosse anche Valle d’AostaVenetoUmbria e Friuli Venezia Giulia. La Toscana ha iniziato il 22 marzo, individuando 12 strutture idonee a praticare il trattamento, coordinate da una cabina di regia.

Somministrazioni partite anche in Piemonte e in EmiliaRomagna, seguite dalla Puglia (il 25 marzo è stata fatta la prima consegna all’ospedale Perrino di Brindisi) e dalla Lombardia (dove i centri autorizzati sono già 17). Il 27 marzo si sono aggiunte anche Sicilia e Abruzzo.

Manca naturalmente la Calabria.