Mar 13 Apr 2021
Advertising
Home Costume & Società Cosenza: zona rossa, ma non troppo

Cosenza: zona rossa, ma non troppo

Passeggiata all’aria aperta nel primo giorno d’aprile. Calabria zona rossa, pubblici esercizi chiusi e spostamenti vietati tra comuni, ma “non toglieteci la camminata” sono state le parole di tanti cosentini che oggi, nonostante i divieti, hanno approfittato del sole e delle temperature finalmente primaverili per godersi le zone pedonali della città.

Tanti, forse troppi, si sono concessi la passeggiata sul tratto di strada che dalla città dei bruzi arriva fino a Rende. Parchi assaltati, zeppi di gente come se niente fosse: in molti giovani, seduti sui gradini, mascherine abbassate, hanno addirittura fatto dei picnic. Le segnalazioni si sprecano e in tanti lettori ci hanno scritto ed inviato foto. E’ vero, poca gente in giro nelle vie centrali dello shopping e traffico quasi azzerato, ma poco distante nulla lasciava pensare, che Cosenza fosse in zona rossa.

Eppure la ratio dell’ultimo Dpcm che ha istituito le zone rosse per arginare l’epidemia da coronavirus è chiara: ci si può spostare solo “nei pressi della propria abitazione” o per recarsi nei negozi aperti per acquisti di prima necessità. Ma per tutti gli altri spostamenti ci vuole l’autocertificazione. Non si può raggiungere gli amici al parco e raggrupparsi per una partita a carte; non si può camminare a zonzo per la città lontano dal proprio domicilio. E’ doloroso ma necessario. La gente deve stare a casa il più possibile: è l’invito fatto da più parti, a partire dal ministro della salute Speranza. Si può obbiettare che le maglie sono meno rigide del primo lockdown primaverile per evitare un tracollo occupazionale ed economico, ma la curva di contagi non lascia spazio all’ottimismo. Va raffreddata e il prima possibile. I capannelli di tante persone che si riversano nei parchi sono un brutto segnale; l’impressione è che il pericolo venga preso sottogamba. E non ce lo si può permettere.