Dom 18 Apr 2021
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Fallimento “Tesi”, indagati assolti. La soddisfazione dell’avvocato Belvedere

La Corte di Appello di Catanzaro ha assolto dalla bancarotta fraudolenta con la formula liberatoria «per non aver commesso il fatto» tutti gli imputati per il fallimento della Tesi, società mista pubblica-privata operante nel settore informatico ed ambientale della Regione Calabria.

La decisione odierna, giunge dopo quella della Corte di Cassazione che aveva annullato la sentenza di secondo grado riguardo all’accusa di bancarotta fraudolenta contestata dalla Procura di Cosenza agli imputati.

“Tesi”, società informatica dichiarata fallita il 14 giugno 2007, secondo l’accusa, avrebbe registrato perdite economiche a partire dal 2001 fino al 2002, anni in cui si sarebbe registrato un forte declino dell’azienda. Gli organi societari non ne avrebbero impedito il declino, nonostante la funzione di controllo sulle attività della società che, secondo la Procura, non sarebbe stata esercitata con la dovuta accortezza portando alla bancarotta.  Gli amministratori e i sindaci della società Tesi, furono accusati di aver provocato passività per quasi 5 milioni di euro attraverso l’effettuazione di operazioni ritenute illecite.

Dopo questa nuova sentenza, viene annullata una brutta pagina di storia giudiziaria calabrese che ingiustamente aveva contribuito a erodere la credibilità delle istituzioni e a gettare fango sull’etica privata e pubblica degli imputati.

Luciano Vigna membro di una delle vecchie giunte guidate da Mario Occhiuto si era addirittura dimesso dopo la prima sentenza sfavorevole.

Soddisfazione espressa dall’avvocato Vincenzo Belvedere, difensore di Luciano Vigna e Gianluca Bilotta: “Corretti due obbrobri delle corti minori“.