Sab 15 Mag 2021
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Cassano,”basta alibi sulla salute”

‘Durante il consiglio comunale di Cosenza di ieri pomeriggio si è tenuta un’accesa discussione sul tema della sanità”. Francesca Cassano nel suo intervento ha sottolineato come l’emergenza in atto sia frutto di una mancata programmazione, a cominciare dalla vicenda del nuovo ospedale: “è inutile dire che, visti​ i risultati, la discussione sugli studi di fattibilità, sull’opportunità di realizzarlo sull’area dell’Annunziata o su un’area completamente nuova ormai mi sembra una mera esercitazione dialettica e nella realtà tutto è fermo e non se ne parla più.

Avevamo denunciato in diversi Consigli comunali un Pronto soccorso al collasso, un ospedale inadeguato per carenza di personale sanitario​ad assolvere alle sue funzioni di hub di secondo livello.

Nel frattempo il mondo si è trovato in piena pandemia e nella nostra Provincia, e non solo, ad una situazione sanitaria in piena crisi economica e gestionale si è aggiunta la situazione più gravosa della carenza dei posti letto covid e di terapia sub intensiva ed intensiva, di un Piano vaccinale partito tardi e male, di un ospedale da campo costato tanto e che nel momento più necessario ad ospitare pazienti covid è diventato centro vaccinale”.

“Il fatto che l’ospedale da campo sia diventato un centro vaccinale ha generato un’altra grave conseguenza – ha continuato la consigliera Cassano – cioè che molti reparti dell’Annunziata, a seguito della terza ondata ancora in corso, sono stati convertiti in reparti covid diminuendo la possibilità​ dei ricoveri e delle cure per le altre patologie. I tempi di attesa per la diagnostica si sono dilatati e le cure ordinarie sono diventate quasi impossibili. Dopo il covid dovremo affrontare un’altra emergenza sanitaria per le patologie gravi non diagnosticate o non adeguatamente curate in tempo.

Crisi su crisi, emergenza su emergenza. I sanitari che già affrontavano la criticità di un pronto soccorso intasato e quella di reparti sguarniti si sono ritrovati sempre più soli​ad affrontare il covid.

Dobbiamo pretendere​ l’attuazione​ del Piano di riordino della Rete Ospedaliera in Emergenza COVID-19​ ​approvato con DCA (decreto commissario ad acta) n.91 del 18 Giugno 2020.

​ Basta piani inutili sulla carta e mai attuati, un esempio eclatante su tutti: all’Annunziata dei 709 posti letto previsti nel DCA n. 64 del 2016, quindi ben prima del covid, ne sono stati attivati soltanto 455.

Il coronavirus ha finalmente, e dolorosamente, messo in luce che l’economia non può avere la supremazia sul fondamentale diritto alla salute che è un diritto inalienabile e che gli undici anni di commissariamenti sono stati un totale fallimento. Questa maledetta pandemia prima o poi finirà e con essa l’ultimo alibi che impedisce la ricostruzione di una sanità che elimini per sempre i viaggi della speranza e garantisca un’assistenza che si attesti sui livelli medi nazionali” ha concluso Francesca Cassano.