Lun 2 Ago 2021
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Riunione sul futuro delle Terme Luigiane: nulla di fatto

di Franco Bartucci

Tutto era pronto nel pomeriggio di ieri alla cittadella regionale di Catanzaro, dove il presidente f.f. Spirlì aveva convocato una nuova riunione risolutoria della vicenda delle Terme Luigiane. C’erano i dirigenti della Sateca con i propri legali pronti a presentare una nuova proposta, oltre alle altre già fatte, mirata a dare una funzionalità completa di riapertura di una nuova stagione termale; c’erano i rappresentanti del sindacato Cisl e dell’Associazione “Comitato lavoratori Terme Luigiane”, nonché una delegazione degli stessi lavoratori; ma non si sono presentati né i Sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese e neanche l’assessore alle attività produttive, Fausto Orsomarso, che ha preferito partecipare ad una trasmissione diretta televisiva per discutere di problemi legati al precariato. 

Una situazione imbarazzante per lo stesso Presidente Spirlì, che ha dovuto prendere atto dei comportamenti scorretti, sia dei due sindaci che del suo assessore impegnandosi, comunque, a garantire la sua disponibilità a tutela del posto di lavoro di tutti i lavoratori delle Terme Luigiane e contestualmente di porre all’attenzione della Giunta e del Consiglio regionale l’argomento legato al problema della gestione delle acque termali calabresi. 

I lavoratori  in un loro documento hanno espresso rabbia, delusione e vergogna per quanto accaduto, denunciando la irresponsabilità dei due sindaci e dell’assessore, che va a danneggiare la sensibilità e ilo diritto al lavoro dei 250 lavoratori  ed inficiare il diritto alle cure termali agli oltre ventiduemila curanti che annualmente frequentano questo gioiello calabrese termale. Il presidente Spirlì per dare seguito all’impegno preso con i lavoratori ha pure rinunciato ad un incontro istituzionale romano.

“Un gesto inqualificabile, sia sul piano dell’educazione che su quello istituzionale – hanno dichiarato i lavoratori perplessi per il comportamento tenuto da questi illustre figure del nostro firmamento politico calabrese.  Un autentico schiaffo in faccia inferto, non solo alla Regione Calabria, ma anche alla persona di Nino Spirlì.  Una vergognosa offesa a noi Lavoratori, oltre che al Sindacato, agli imprenditori ed all’intero territorio”.

“Con un tale atteggiamento, i Sindaci hanno calato la maschera, vanificando tutto il percorso da noi proposto e sollecitato – hanno proseguito –  per giungere ad un ragionevole compromesso,al fine di assicurare la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità del servizio pubblico termale. I Sindaci, infatti, dopo avere rinnegato l’Accordo solennemente firmato in Prefettura nel 2019 e ratificato dai rispettivi Consigli Comunali, hanno, in sequenza, proceduto alla violenta spoliazione del compendio termale, rifiutato la proposta avanzata dalla CISL, respinto al mittente quella avanzata dalla Sateca, completamente ignorato quella della Curia vescovile e, da ultimo, mortificato l’autorevole mediazione del Presidente della Regione”.

“Nel contempo, gli stessi Sindaci  – prosegue la nota dei lavoratori – hanno letteralmente sabotato le Terme Luigiane: hanno interrotto il flusso dell’acqua delle sorgenti termali, provocando così un danno alla condotta termale che, se protratto ulteriormente, può divenire irreversibile. Con la definitiva perdita del patrimonio idrotermale appartenente alla Regione Calabria che, attualmente, stanno sversando in un torrente attraverso uno scarico abusivo.  Esattamente l’opposto di quanto previsto dalla Legge Regionale, che fa obbligo ai concessionari di salvaguardare e sviluppare adeguatamente il patrimonio idrotermale, nel rispetto del preminente interesse pubblico”.

I lavoratori delle Terme Luigiane, preso atto di quanto è accaduto oggi,  considerata l’evidente incapacità di gestire e di valorizzare la risorsa termale e, al contrario, la palese volontà di distruggere una ‘scomoda’ realtà aziendale ed una risorsa ambientale inestimabile, hanno testualmente dichiarato che: “Non possiamo che ribadire la nostra richiesta al Presidente Spirlì di assumere un provvedimento forte ed immediato, che assicuri la sopravvivenza delle Terme Luigiane e delle famiglie dei Lavoratori, con la revoca della concessione ai Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese e l’assunzione diretta della responsabilità da parte della Regione”.

Sull’accaduto è pure intervenuto il segretario della Cisl di Cosenza, Gerardo Calabria, presente anch’egli all’incontro, dichiarando che i due Sindaci boicottando il tavolo di lavoro, convocato dal Presidente Spirlì, si sono assunti una responsabilità grave. “Non riteniamo giusta – ha dichiarato il sindacalista –  la scelta fatta dai due Comuni. Correttezza ed etica politica vuole che si partecipi e si discuta nel trovare le giuste soluzioni. Visto che da mesi sbandierano la tutela dell’occupazione dei lavoratori delle Terme Luigiane, con la loro assenza hanno dimostrato il contrario”.

Tutti i lavoratori si sono ritrovati stamani in riunione telematica in assemblea  per decidere quale comportamento tenere in difesa del loro stato occupazionale e del futuro stesso delle Terme Luigiane.