Sab 19 Giu 2021
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La deriva del Cosenza calcio, da Urban a Padre Fedele: “Il rossoblù è una verità”

Da Urban a Padre Fedele, passando per i tifosi della piazza rossoblù, i sentimenti che uniscono tutti in queste ore sono due: la speranza di riuscire a mantenere la “cadetteria” e la rabbia per una gestione di stagione che non ha soddisfatto nessuno.

Come detto ieri, i tifosi hanno manifestato più volte contro l’atteggiamento del patron dei rossoblù dichiarando, sempre più insistentemente, tutto il dissenso e la delusione maturata nel corso del campionato dei Lupi. Nelle ultime ore, al coro ben nutrito di tifosi, si sono aggiunti gli “interventi” di due pilastri della società “pallonara” di Cosenza, Alberto Urban e Padre Fedele, per rimarcare quel senso di appartenenza che i tifosi rossoblù vanno rivendicando ormai da mesi.

Il primo ha sottolineato come programmazione, senso di appartenenza, amore per la città (e i tifosi) siano tutti requisiti fondamentali per essere un buon presidente. Poi, prosegue nel post, pubblicato sui propri canali social, ringraziando il presidente Guarascio per la ritrovata Serie B (arrivata con “grande fortuna e abilità”) e il mantenimento della categoria nei due campionati passati ma, con l’augurio e la speranza che anche quest’anno il Cosenza si possa salvare, congeda i “lettori” (del post) con un messaggio diretto al presidente: “Grazie di tutto Presidente Guarascio, ma credo che ora sia il momento per l’arrivo di nuova vitalità”.

Padre Fedele, invece, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del calcio nella società, come un semplice gioco, che in realtà non è, possa migliorare la condizione di molti ragazzi distratti dalle “devianze giovanili” e come, in realtà, il calcio non sia “un gioco fine a sé stesso, ma le sue riflessioni sono altrove”. Lasciare questa città senza calcio, sottolinea Padre Fedele, “è veramente deleterio, pertanto chi è responsabile deve andare via da Cosenza…deve andare via… Vavatinni, Vavatinni o Jativinni Jativinni”. Poi, continua rivolgendosi (presumibilmente) ai calciatori dando un consiglio all’apparenza semplice ma che racchiude un sentimento di appartenenza difficile da spiegare: “Mi raccomando di essere attaccati alla maglia del Cosenza. il rossoblù per noi è una verità, è un valore splendido che abbiamo inciso nelle nostre carni. Chi ama questa maglia ama il Cosenza e i cittadini di Cosenza; chi non la ama, oppure si vuole arricchire su questi colori, sbaglia… sbaglia e se ne deve andare… Jativinni Jativinni”.

La speranza è l’ultima a morire

Come detto, oltre alla delusione e alla rabbia, però, la speranza è un sentimento ancora presente tra i tifosi del Cosenza (anche tra i più pessimisti, in sordina, questo sentimento sfiora le menti). Ancora una volta, i tifosi non vogliono lasciare sola la propria “maglia” in quella che potrebbe essere l’ultima battaglia tra le mura amiche del Cosenza in Serie B. E così, per provare a trasmettere le giuste motivazioni a chi materialmente dovrebbe impegnarsi al meglio per riuscire a mantenere la categoria, i colori rossoblù accoglieranno, fuori dalle mura del “S.Vito/Gigi Marulla” (in ottemperanza alle misure antiCovid-19), la squadra prima della sfida contro il Monza.