Ven 18 Giu 2021
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Discariche abusive e inquinamento, maxi operazione della Guardia costiera in Calabria

Una vasta operazione della Guardia Costiera volta alla tutela dell’ambiente ed al contrasto di azioni illecite si è conclusa in questi giorni, con numeri veramente impressionanti.

Oltre i 800 controlli effettuati, che hanno permesso di appurare 25 illeciti penali e di sequestrare numerose aree adibite a discariche abusive, per una superficie complessiva di circa 130 mila metri quadri. Un focus derivato da una più ampia operazione nazionale disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e della Guardia Costiera, che ha permesso di accertare numerosi casi di abbandono, deposito e trasporto illecito di rifiuti; ma anche il mancato trattamento di acque reflue e la presenza di scarichi irregolari. Il tutto a danno dell’ambiente.

È così che nel territorio di Reggio Calabria sono state individuate numerose discariche abusive, in particolar modo quella presso il torrente Calopinace, lunga circa un chilometro e mezzo ed insistente su di un’area di quasi 15 mila metri quadri: trovati all’intero rifiuti pericolosi come eternit, materiali di risulta, carcasse di elettrodomestici e rifiuti urbani.

Un’altra è stata rinvenuta invece nei pressi del torrente Novito, tra Siderno, Locri e Gerace, e caratterizzata dall’abbandono incontrollato di rifiuti anche pericolosi. Tra Bovalino e Casignana, ancora una discarica nei pressi di un torrente, il Bonamico, destinata a rifiuti solidi di vario genere.

Nel territorio di Crotone sono state scoperto allo stesso modo altre tre discariche abusive, per un’estensione di circa 700 metri quadri e destinate allo smaltimento di rifiuti urbani e pericolosi. A Cirò Marina, in particolare, è stato sequestrato un impianto di depurazione di acque reflue sprovvisto di autorizzazione. Nel comune di Cardinale, nel catanzarese, scoperto invece un bypass in un impianto di depurazione delle acque.

Nel territorio di Vibo Valentia rinvenuta una discarica abusiva nei pressi della foce del fiume Oliva, con un’estensione di circa 250 metri quadri e destinata anche qui ai rifiuti urbani. Nel comune di Zambrone un intero deposito era stato invece adibito a discarica di non pericolosi, ed è stato posto sotto sequestro.

Nella Piana di Gioia Tauro è stato effettuato un sopralluogo presso la foce del fiume Vena, dove è stata individuata una pompa di sollevamento che immetteva nel corso d’acqua dei reflui in maniera diretta e senza alcun pretrattamento.

Infine, nella zona di Corigliano-Rossano un’area di 2.800 metri quadri è stata sequestrata in quanto disseminata di rifiuti di varia natura, comprese lastre di eternit e materiale di scarto.