Dom 20 Giu 2021
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Giornata mondiale della fibromialgia, Cosenza illumina di viola la Confluenza dei fiumi

In occasione della giornata mondiale della fibromialgia, celebratasi ieri, il Comune di Cosenza ha colorato di viola la Confluenza dei due fiumi, per rendere visibile questa “malattia invisibile” e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei pazienti fibromialgici sofferenti di una patologia non riconosciuta dallo Stato e spesso trascurata e che la pandemia ha contribuito ad aggravare ulteriormente.

L’iniziativa “Facciamo luce sulla fibromialgia” è stata ideata dal CFU Italia odv (Comitato Fibromialgici uniti) nel 2019 ed è stata estesa a tutto il territorio nazionale.

Alla confluenza dei Fiumi, durante l’accensione delle luci viola, si sono recate insieme l’avv. Anna Cerrigone, referente regionale del CFU, e l’Assessore al welfare di Palazzo dei Bruzi, Alessandra De Rosa che ha sostenuto e voluto fortemente l’iniziativa. L’Avv. Cerrigone ha sottolineato il costante impegno del CFU, associazione costituita esclusivamente da malati, teso ad ottenere dallo Stato italiano il riconoscimento di malattia altamente invalidante e l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Sebbene sia stata riconosciuta tale dall’OMS già dal 1992, ancora oggi in Italia i pazienti fibromialgici sono privi di tutela e di diritti. La colorazione viola dei monumenti ha simboleggiato la luce che illumina la strada della ricerca verso la guarigione. “Abbiamo voluto come istituzione richiamare l’attenzione su una delle malattie più nascoste, ma non per questo meno diffuse – ha sottolineato l’Assessore De Rosa – affinché siano apprestate le dovute tutele nei confronti di quelle persone, ed anche nella nostra città non sono poche, che soffrono di questa particolare patologia molto insidiosa e che non deve essere sottovalutata. Siamo convinti di aver gettato un primo seme affinché si moltiplichino le azioni congiunte e perché si continui a parlare di fibromialgia e si avvii un percorso di riconoscimento dei diritti a chi ne soffre”.