Dom 20 Giu 2021
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Incendio Calabra Maceri, cittadini preoccupati: “Area irrespirabile, intervenga l’Arpacal”

I cittadini e le associazioni ambientaliste sono fortemente preoccupati per il grave incendio sprigionatosi all’interno del mega impianto trattamento rifiuti di C. da Lecco, nel cuore dell’area urbana di Rende, Cosenza, Montalto Uffugo.

Per tutta la notte e anche nella giornata successiva un forte odore acre ha ammorbato l’aria; la scia di fumo fuoriuscita dal sito si è spostata per svariati chilometri, in base alla direzione dei venti; diversi cittadini hanno segnalato difficoltà respiratorie, bruciore alla gola e lacrimazione degli occhi.

Sui balconi, sui davanzali, sulle auto e sui terreni (dove vi erano anche alberi da frutto e ortaggi), è stato trovato uno strato di pulviscolo con i residui della combustione.

È noto che dal rogo dei rifiuti (specie in presenza di materie plastiche), si possono sprigionare una miriade di sostanze tossiche quali diossine e furani clorurati, particolati, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), bifenili policlorurati (PCB) e altri composti pericolosi.

Alcune sostanze tendono a disperdersi nell’arco di alcuni giorni, mentre le diossine ed altri contaminanti persistenti possono rimanere nell’ambiente per svariato tempo.

Per questi motivi cittadini ed associazioni chiedono controlli accurati con monitoraggi continui ed approfonditi da parte dell’Arpacal. Ci auspichiamo inoltre che gli organi inquirenti facciano piena luce sulle reali cause del rogo, accertando tutte le responsabilità e le eventuali omissioni.

A nostro avviso ci sono state anche delle comunicazioni tardive a tutela dei cittadini (ricordiamo che a meno di 700 metri da tale struttura ci sono funzioni sensibili quali le scuole elementari e medie di Quattromiglia nonché il poliambulatorio dell’Asp).

Nel raggio di 2 km da quest’area inoltre vivono lavorano e studiamo oltre 30000 persone, nei popolosi centri urbani di Quattromiglia, C. da Lecco, Arcavacata-Unical, Settimo, Montalto e a poco più di 5km siamo già nel cuore della città di Cosenza.

Non si può continuare a giocare con la salute dei cittadini; è da anni che denunciano il grave degrado ambientale nell’area industriale del comune di Rende, con elevata incidenza di patologie tumorali; da sempre abbiamo ribadito che le strutture per il trattamento dei rifiuti solidi e liquidi, nonché altre tipologie di impianti ad elevato rischio ambientale, vanno ubicate distanti dai centri abitati.

Tutti conoscono i danni ambientali causati dall’ex inceneritore, quelli del mega depuratore, dei bacini contaminati della ex Legnochimica, nonché i rischi della centrale termoelettrica a biomasse (tutti impianti ubicati a meno di 2 km dai centri abitati); alla lunga lista ora si aggiunge anche l’incendio di questa struttura che negli ultimi anni ha ampliato sempre di più il quantitativo di rifiuti trattati, nella totale indiffirenza delle istituzioni locali.

Chiediamo infine che la questione incendi degli impianti rifiuti in generale venga posta all’attenzione delle prefetture e della commissione antimafia; un grido di allarme su questa problematica era stato già sollevato lo scorso anno dall’ex ministro all’ambiente Sergio Costa che aveva proposto un disegno di legge (mai approvato), denominato ‘Terra mia’ per fare un salto di qualità nel contrasto agli incendi degli impianti di stoccaggio ed eliminare la criminalità che aggredisce le persone e l’ambiente.