Mer 16 Giu 2021
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Cosenza calcio, la contestazione non si ferma(photogallery)

Padre Fedele è sempre lì. I tifosi pure. E la contestazione al presidente Guarascio non accenna a diminuire. Nè tantomeno fermarsi. “Guarascio vattene”, questo ormai il leit motiv dei tifosi che, poche ore fa, si sono dati l’ennesimo appuntamento per le strade cittadine. Corso Mazzini e piazza Kennedy, striscioni e tamburi. Megafoni e cori.

L’epilogo più amaro – continuano a ribadire quelli del gruppo Anni ’80 -, quello a cui non avremmo mai voluto assistere, è purtroppo puntualmente arrivato. Il Cosenza torna in serie C dopo tre anni, a causa della gestione scellerata del signor Eugenio Guarascio. Un epilogo purtroppo annunciato ed ampiamente prevedibile viste le premesse. Il modo di fare calcio di questo presidente, infatti, è rimasto invariato negli anni: budget ridicoli stanziati per allestire la squadra nonostante svariati milioni di euro incassati da contributi della lega, sponsor e diritti tv, nessuna programmazione, zero investimenti nel settore giovanile, ritiri estivi iniziati con una manciata di tesserati, pochissimi giocatori di proprietà a fronte di una marea di prestiti. Tutto ciò non poteva che avere come conseguenza i disastrosi risultati sportivi che sono sotto gli occhi di tutti.
Un presidente che, peraltro, non è stato capace di brillare neanche nel rapporto con i tifosi: nessuno slancio, nessuna passione, interviste surreali, il Cosenza definito un “hobby” in diretta tv, fino ad arrivare al vergognoso “daspo societario” inflitto ad un tifoso ultrasessantenne che aveva osato contestarlo allo stadio.

Da un mese, da quei giorni “maledetti” nulla è cambiato. Nessuna conferenza stampa (richiesta a gran voce da tutti i giornalisti della città). Nessun annuncio ufficiale, nessuna comunicazione. In un senso o nell’altro.

“Un presidente che col suo operato è stato capace di calpestare i sentimenti di una tifoseria intera, umiliando chi ha macinato chilometri con ogni mezzo per non far mai mancare il proprio supporto verso questi colori e non mostrando alcun rispetto per tutti quei cosentini costretti a lasciare la propria terra, che aspettavano le trasferte al nord Italia come occasione per ritrovare amici e fratelli all’insegna dell’orgoglio rossoblù.

In questi anni in tanti si sono illusi che Guarascio potesse cambiare rotta, che potesse finalmente rendersi conto del patrimonio inestimabile rappresentato da una città e da una Provincia intera che traboccano di passione. Ora a pensarlo non è rimasto più nessuno, neanche coloro i quali per un briciolo di pane o di visibilità lo hanno difeso fino a ieri. Per noi non esistono compromessi né margini di mediazione: il tempo di Guarascio a Cosenza è ampiamente scaduto”, dicono loro, i supporters rossoblù.

“Lo ribadiamo a chiare lettere: da oggi in poi sarà contestazione dura ad oltranza e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far terra bruciata intorno a questa società e a chi la rappresenta. Se Guarascio dovesse rimanere al timone del Cosenza siamo pronti ad attuare ogni forma di protesta.Invitiamo caldamente anche tutti gli sponsor a non versare più un euro nelle casse di questa società fino a quando questo personaggio non si farà da parte. A retrocedere è stato un presidente avido ed incompetente, non la tifoseria rossoblù… “. Ed infatti la protesta, ad oltranza, continua. Eccome.

Cori e battute. C’è rabbia ma anche frustrazione. Il popolo pallonaro cosentino non ci sta. E grida, urla. Ad oltranza, appunto.