Mar 15 Giu 2021
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Operazione Re Nudo, ipotesi accusatoria ridotta al lumicino

È stata sciolta nel pomeriggio di oggi la camera di consiglio dell’udienza preliminare relativa al procedimento denominato “Re nudo”.
Il g.u.p. di Paola, dr.ssa Elia, ha emesso un provvedimento di rinvio a giudizio residuando pochissimi capi d’accusa.
Il dott. Mario Russo, principale imputato di questo procedimento, ha visto accolte le tesi dei propri difensori, gli avvocati Vincenzo Belvedere e Giuseppe Bruno, assistendo ad un notevole ridimensionamento del quadro accusatorio demandato al dibattimento.

L’inchiesta prendeva le mosse da un’attività investigativa, originariamente di competenza della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e successivamente trasmessa alla Procura della Repubblica di Paola, che vedeva coinvolte 101 persone, che avrebbero contribuito a creare un sistema criminale e clientelare che ruotava intorno alla sanità tirrenica.

Nel calderone dell’inchiesta numerosi tra dirigenti, medici, infermieri e funzionari dell’Asp Cosenza, funzionari comunali, amministratori, titolari di onoranze funebri e scuole di guida, insegnanti, un maresciallo della Guardia di Finanza, ex carabiniere, un brigadiere capo dei carabinieri in congedo, persino un cancelliere in congedo del ministero della Giustizia.

Come già scritto, tra le persone indagate, nella sua funzione di medico legale, anche l’ex sindaco di Scalea ed ex consigliere provinciale di Cosenza, Mario Russo, raggiunto nell’immediatezza dell’operazione da una misura cautelare in carcere, misura successivamente ridimensionata, con una decisamente meno afflittiva presso l’abitazione del figlio.

Viene oggi, dunque, sgonfiata drasticamente l’ipotesi accusatoria.