Mer 28 Lug 2021
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Omofobia a Crotone, 15enne aggredito a calci e pugni sul lungomare

Sabato scorso un ragazzo omosessuale di 15 anni è stato aggredito sul lungomare da un maggiorenne che lo ha colpito con calci e pugni.

Lo scrive il bisettimanale “il Crotonese” che, entrando nei dettagli, spiega che il ragazzino aveva appena finito di salutare un’amica quando si è verificata l’aggressione. Una coppia di passanti è intervenuta a sua difesa. Fortunatamente il 15enne non ha subito traumi fisici, come attestato a seguito del trasporto in ospedale dove è stato sottoposto anche ad una Tac.

Secondo quanto racconta il padre al giornale il figlio “da questo ragazzo più grande di lui subiva vessazioni da mesi. Ieri ha trovato il coraggio di farmi sentire dei messaggi vocali in cui dalla stessa persona veniva minacciato, gli ha anche detto che gli avrebbe tagliato la testa con un’ascia. Mi fa soffrire la consapevolezza di essere solo con mio figlio. Non mi crea problemi il suo orientamento sessuale, voglio che sia felice, lo rispetto comunque esso sia, ma mi fa paura il contesto culturale in cui viviamo. Non c’è legge che tuteli contro queste mortificazioni e mio figlio ne ha subìte tante. Abbiamo cambiato tre scuole, sempre perché veniva etichettato come una femminuccia, veniva escluso. Questa è la vera sofferenza per un genitore, non il fatto che sia gay. L’ipocrisia fa più male dei pugni che ha preso in faccia. Oltre ai suoi insegnanti non lo difende nessuno”.

Secondo quanto reso noto l’aggressore è stato identificato dalla Polizia, ma il padre non ha fiducia nella giustizia: “Al momento – ha detto – non ha senso nemmeno denunciarlo perché non esiste una legge che persegua le ingiurie legate all’orientamento sessuale, tutti possono farle e restare impuniti. Chi non vuole la legge Zan forse è perché ritiene giusto che si continui a legittimare simili cose. Bisogna essere toccati da vicino per capire il dolore che generano. Cosa resta da fare ad un padre come me allora? Farsi giustizia da soli?”.