Lun 2 Ago 2021
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Più fondi con il Pnrr, ma in Calabria bisogna saperli investire

Il PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza, rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme il cui scopo è quello di riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni. In Calabria, però, rimane il “problema storico di incapacità di spendere correttamente le risorse”.

Il Pnrr mette in cantiere una riorganizzazione del sistema delle politiche attive del lavoro e il potenziamento dei centri per l’impiego; prevede la riforma dell’assegno “di ricollocazione”, il lancio del programma nazionale “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” e lo sviluppo del già esistente “Fondo nuove competenze”. Occasione per creare lavoro, coesione e giustizia sociale per l’Italia, ma l’appello lanciato dalla Cgil da Cosenza è chiaro: “basta errori, serve una programmazione analitica”. 

«I dati ci consegnano a livello nazionale oltre due milioni di famiglie in povertà assoluta, con tanti minori e stranieri in difficoltà soprattutto al Sud», ha spiegato Tania Scacchetti Cgil nazionale, intervenuta alla prima tavola rotonda organizzata dal sindacato cosentino dal titolo “Reddito e lavoro per contrastare disuguaglianza e povertà”.

«Le risorse – ha poi aggiunto Scacchetti – devono essere orientate a generare occupazione di qualità e restituirci un sistema di sviluppo che possa cancellare le disuguaglianze accentuate nel corso del periodo Covid. Abbiamo proposto come sindacato un tema di governance di fondi, c’è un problema storico di incapacità di spendere correttamente le risorse. Serve un forte ruolo delle parti sociali». Sul Pnrr la posizione della sindacalista è chiara: «Il Pnrr rischia di essere un elenco di singoli punti programmatici e non un progetto con un’anima. Dobbiamo affrontare un serio problema di scelte di politiche industriali».

Il peso di questi mesi di pandemia è ricaduto soprattutto sui lavoratori e sulle lavoratrici, sia per chi ha perso reddito con la cassa integrazione, sia per chi non ha ricevuto salario come per moltissimi lavoratori delle cooperative, di comparti come spettacolo e teatro; ci sono stati lavoratori e lavoratrici che hanno sostenuto la produzione e i servizi (logistica, trasporti, commercio), oltre ai già dimenticati operatori della sanità, con difficoltà oggettive, permettendo che le attività essenziali potessero continuare nonostante la drammatica situazione.

 «Il paradosso di questa Italia – ha poi concluso la Scacchetti – è che non si possono toccare di un centesimo il reddito e i profitti delle classi agiate, di chi vive di rendita, di speculazione, di sfruttamento, ma si può incidere sulla carne viva del corpo di lavoratori e lavoratrici immediatamente aggrediti nella loro dignità. Dunque, bisogna invertire immediatamente la marcia e far ripartire tutto il Paese».

Il dibattito sul Pnrr e sulle priorità per la Calabria continuerà mercoledì 14 e giovedì 15 luglio 2021, con altri due incontri pubblici.