Dom 1 Ago 2021
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Domenica da incubo per i bagnanti del Tirreno cosentino

Un mare da incubo, una domenica da dimenticare e certamente non ripetere. È questa in sintesi la “fotografia” scattata lungo le coste del Tirreno cosentino dai bagnanti.

Acqua torbida di color marrone con evidenti chiazze che galleggiano sullo specchio d’acqua antistante la costa. Tante le segnalazioni di protesta e le lamentele dei turisti e cittadini presenti nei vari stabilimenti balneari della regione.

Anche l’alto Tirreno cosentino, fino a qualche anno fa considerato “incontaminato” non ha più il mare cristallino e limpido di un tempo e molti turisti hanno deciso di abbandonare questa zona finora ambita.

Insomma, quest’estate, più dell’anno scorso, il nostro mare si è presentato sporco, maleodorante, inaffidabile. Come un frutto avvelenato: guardare ma non toccare. Da Falerna a Diamante, poche le zone dove poter godere del refrigerio dell’acqua del mare in una giornata così calda. Il mare che non bagna la Calabria è la sconfitta di tutti. E se lo scandalo del mare negato non verrà affrontato seriamente e in tempi rapidi dai Comuni costieri e dalla Regione Calabria, saranno sempre di più i vacanzieri che sceglieranno altre mete italiane o estere, concorrenziali non solo per i prezzi ma a questo punto anche per la qualità dell’ambiente. Non si può più perdere tempo.

Certo è che se i dati sulla qualità delle acque fossero opinioni e non numeri certificati ci sarebbe da vietare la balneazione su tutto il litorale (a proposito dei dati va detto che le analisi delle acque sarebbe meglio farle a luglio e ad agosto piuttosto che a maggio e giugno quando si assegnano riconoscimenti ambientali e bandiere ecologiche poi clamorosamente smentite da depuratori che collassano e fogne che si intasano e tracimano perché le marine moltiplicano la loro popolazione).