Gio 5 Ago 2021
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Laboratorio analisi Cosenza: assenti comprensione ed umanità

di Massimiliano Oriolo

Mattinata surreale trascorsa in un  rinomato laboratorio di analisi di Cosenza. Durante le ore di attesa per essere sottoposti a indagini diagnostiche, tanti i pazienti che hanno assistito a comportamenti deplorevoli da parte di un impiegato della struttura che, con toni arroganti rispondeva alle richieste di chiarimento da parte dei malcapitati pazienti. Diversi e svariati gli spiacevoli episodi. 

Al sig. G. che si è sottoposto a risonanza magnetica, è stato somministrato il mezzo di contrasto senza che ne avesse fatto richiesta e senza chiedere allo stesso il consenso dell’inoculazione del medicinale prima di effettuare l’esame diagnostico. E poi, oltre al danno la beffa per il sig. G..  Al momento del pagamento la somma pattuita era notevolmente “lievitata”. Alla richiesta di chiarimenti, l’addetto alla reception, con toni sgarbati non ha voluto sentire ragioni pretendendo l’intera cifra. 

Ed ancora, durante le stesse ore e nello stesso reparto, arriva una telefonata da parte della paziente  M. la quale chiedeva chiarimenti sul perché per una prestazione medica effettuata qualche giorno prima nello stesso laboratorio, risultasse addebitata una doppia parcella suo conto corrente. A tale richiesta ancora lo scortese operatore, risponde che pur avendo riscontrato l’errore, non poteva risolvere il problema del doppio prelievo e che se la signora avesse voluto il rimborso, sarebbe dovuta ritornare in struttura e contattare l’amministrazione del Laboratorio Analisi. Il commento a bassa voce con un collega è ancora peggio: “per risollevare le sorti dell’Azienda, dobbiamo far così”.  

Non è finita! La lista sarebbe lunga, ma raccontiamo solo un altro spiacevole episodio. Questa volta ad essere finito nelle grinfie del malefico operatore, è stato il sig. P, anziano paziente che presentandosi allo sportello per effettuare una visita è stato respinto in malo modo perché la prescrizione del proprio medico curante non era cartacea ma elettronica. Alla richiesta gentile del paziente di cercare di risolvere il problema, l’operatore con tono poco consono e deciso, invitava il sig. P. a recarsi all’esterno della struttura per effettuare una scannerizzazione del documento e presentarsi allo sportello con il documento cartaceo. Il paziente, avanti con l’età e visibilmente sofferente, si allontanava dalla struttura mostrando sul volto tutta l’amarezza per essere stato umiliato dall’ impiegato maleducato e poco accorto ai bisogni dei malati. Tra i presenti, che hanno assistito a questi deplorevoli episodi, serpeggiava una incredulità imbarazzante per il comportamento inusuale mostrato dell’impiegato della rinomata struttura, verso pazienti che non solo si sono presentati con tutte le preoccupazioni per le personali condizioni di salute,  si sono anche dovuti difendere o tentare di difendersi, dall’atteggiamento irrispettoso e inumano dell’addetto di segreteria.

Dovrebbero rammentare i dipendenti di questo laboratorio che, la gentilezza al lavoro vince sempre e quando ci si rapporta con persone malate ci vorrebbe passione e soprattutto, almeno, un briciolo di sensibilità!