Lun 20 Set 2021

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Gli incendi visti dal satellite: 5400 ettari divorati dalle fiamme in Aspromonte

Le drammatiche conseguenze degli incendi che da settimane inghiottiscono vaste aree verdi dell’Aspromonte viste dal satellite.

Un’elaborazione che tocca l’arco temporale che va da metà giugno sino alla metà di agosto è stata realizzata, su richiesta della Direzione scientifica dell’Arpacal, dal geologo Luigi Dattola del Centro Regionale Geologia e Amianto (qui si possono consultare le immagini e l’elaborazione). Lo studio sarà trasmesso alla Regione ed agli enti territoriali competenti come elemento conoscitivo utile per le pianificazioni territoriali future visto che, in base alla legislazione nazionale, i Comuni interessati dagli incendi, nella loro pianificazione territoriale, dovranno interdire da qualsivoglia attività urbanistica, per molti anni, le aree interessate dal fuoco. Ciò non solo per pianificare una riqualificazione del territorio incendiato, ma anche per evitare speculazioni urbanistiche future.

«Grazie alla visualizzazione di ampie porzioni di territorio con buona risoluzione spaziale – commenta il geologo Luigi Dattola – i satelliti sono ormai ampiamente utilizzati per il monitoraggio del territorio. Tali capacità hanno reso possibile, in tempi molto rapidi anche se non in tempo reale, la visualizzazione dell’evoluzione che hanno avuto gli incendi in Aspromonte nella prima metà di agosto. Utilizzando i satelliti Sentinel 2, facenti parte del progetto Copernicus, programma ESA per l’osservazione della terra, si è elaborata una sequenza di immagini che va dal 18 giugno al 12 agosto».

La sequenza mette in evidenza la rapida evoluzione degli incendi in particolare nella settimana che va dal 5 al 12 agosto (foto), nella quale, oltre la perdita di vite umane, sono state devastate aree vegetate per una superficie stimata di circa 5400 ettari, considerando esclusivamente l’area più vasta interessata dal fuoco.

«Le immagini – continua Dattola – raffigurano bene la tragica sequenza degli eventi e permettono una rapida visualizzazione del fronte reale del fuoco e della sua evoluzione nel tempo. Ulteriori elaborazioni, basate sulle bande dell’infrarosso, permettono una rapida visualizzazione delle aree percorse dal fuoco tramite il calcolo dell’indice “NBR (Normalized Burn Ratio)”, in tali rappresentazioni si può riconoscere, a primo colpo d’occhio, come gli incendi si siano propagati interessando aree sempre più ampie»