Sab 27 Nov 2021
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Nel Paese degli agrumi più della metà arriva dall’Africa

Sulla crisi agrumicola, la senatrice Rosa Silvana Abate ha scritto una lettera ufficiale al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, chiedendo ufficialmente la revisione accordo tra l’Unione Europea e gli Stati della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe-Sadc (Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e Mozambico).

“La crisi agrumicola dei Paesi Europei, in primis dell’Italia, si è acuita da quando l’Unione europea ha firmato il suddetto accordo di partenariato economico nel 2016 e che, nelle prossime settimane a distanza di cinque anni, sarà ridiscusso.

Con questo accordo gli agrumi dell’Africa del Sud hanno invaso i nostri mercati causando un crollo del prezzo di vendita dei prodotti italiani. Ma c’è anche un altro problema non meno importante. Dai controlli sono stati rilevati numerosi parassiti nel prodotto arrivato con le importazioni sudafricane (dalla cocciniglia farinosa al fungo che causa la macchia nera degli agrumi). Parassiti che potrebbero sicuramente entrare nel continente dal Sud Africa e colpire le zone di produzione europee distruggendo interi raccolti. Mentre le aziende UE devono rispettare l’esigente modello di produzione comunitario sostenendo alti costi, è evidente, invece, come il Paese africano offra poche garanzie agli Stati europei sotto l’aspetto fitosanitario rischiando di pregiudicare seriamente la salute delle piante dell’agrumicoltura europea.

Se a tutto questo si aggiunge l’aumento dei costi di elettricità, fertilizzanti e carburante, ne deriva che la nuova campagna di raccolta potrebbe essere disastrosa.

Per questo bisogna intervenire ora e con fermezza. Ma se mentre la Spagna si sta muovendo, sulla questione ho riscontrato e denunciato un grave silenzio da parte delle istituzioni italiane a cominciare dal Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.

Con la lettera inviata ho chiesto ufficialmente ed istituzionalmente che il Ministro si affianchi al suo omologo spagnolo promuovendo una revisione del suddetto accordo, analizzandone in profondità il suo impatto commerciale affinché non ci siano ulteriori concessioni a Paesi terzi extra-UE. Auspico che ci sia da parte sua una risposta immediata per dare una risposta a tutto il comparto agrumicolo italiano tutelandolo in tutte le opportune sedi e tutelando, soprattutto, le piccole e medie imprese, vero polmone produttivo del Paese”.