Ven 3 Dic 2021
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Rende “città dello sport”, ma non esistono impianti gratuiti

E’ certamente encomiabile per una città ricevere il titolo di “Città dello sport” perchè si sa, l’attività fisica fa bene non solo alla mente quanto al corpo, ma mantenersi in forma spesso, molto spesso, è dispendioso e non tutti possono permetterselo.

La “Città dello sport” dovrebbe andare incontro alle esigenze di tutti, specie i meno abbienti, concentrandosi sul fatto che fare movimento previene problemi di salute. Così non è per Rende insignita quale “Città europea dello sport 2023“.

Ne è convinto anche Gianluca De Rango, vice Segretario Innova Rende, che attraverso un comunicato stampa esprime le sue remore.

“L’investitura di Rende a città Europea dello sport per il 2023.
La città, però, va detto che soffre di una strutturale mancanza di spazi di fruizione sportiva.
Mi spiego meglio, in Città, non esistono luoghi dove si possa svolgere attività sportiva all’aperto in maniera gratuita, sociale ed inclusiva, l’idea dei play ground americani o nordeuropei, non ha mai fatto capolino in chi amministra alle nostre latitudini. 
Sperare che ci siano luoghi, nel cuore della città, dove gruppi di bambini, ragazzi, giovani e meno giovani, possano decidere di giocare a basket, pallavolo tennis, a fare esercizi a corpo libero o con attrezzi, è un mero desiderio, forse solo di chi scrive, ma è certo che darebbe alla Città la connotazione di Città dello Sport.
Non bastano le poche strutture, tutte concesse ai privati, la mia non è una polemica perché non sono contrario alla partecipazione dei privati nelle strutture comunali, chi amministra avrà certamente fatto le valutazioni opportune, per identificare la nostra Rende come “Città dello Sport”.
Bisognerebbe che lo sport diventi parte integrante delle attività sociali della Città, bisogna interfacciarsi, non solo con l’università, ma anche e soprattutto con le scuole d’infanzia, primarie e secondarie, se si vuole colmare il gap con realtà sicuramente più “evolute” della nostra ma, non per ripetermi, la cosa più importante è dotare la Città di spazi gratuiti per la pratica sportiva e ludica.
Mi auguro che questa investitura, peraltro in coabitazione con tanto altre amministrazioni, dia alla giunta uno sprono importante in questo senso, così da favorire la socialità e l’interazione tra le diverse fasce della popolazione.
Permettere di praticare sport anche a chi ha meno possibilità, può essere una grande opportunità per migliorare la qualità della vita nel nostro territorio ed è un peccato che tale sensibilità non sia presente nell’azione amministrativa della Giunta Manna.
Città Europea dello sport, significa anche questo, equipararsi ad altre realtà che in questo sono state antesignane e che sono lontane dalle nostre calde latitudini.”