Ven 28 Gen 2022
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Pronto soccorso di Cosenza, che sta succedendo?

Sempre più caotica e apparentemente senza possibili soluzioni – a breve termine – il problema della carenza di personale medico ed infermieristico del presidio ospedaliero dell’Annunziata.

Unico centro Hub della provincia di Cosenza che garantisce l’accesso alle cure per circa 700.000 abitanti, è stato nel corso dell’ultimo decennio costantemente e progressivamente impoverito, oltre che di personale sanitario, di posti letto e di tutte quelle tecnologie all’avanguardia che fanno di un ospedale un centro HUB. E parallelamente al depauperamento delle risorse umane, dei posti letto nelle singole unità operative non vi è stata una risposta adeguata del territorio.

Certamente un grande contributo allo sfacelo della sanità cosentina è legato al piano di rientro e ai tanti paletti imposti dalla politica nazionale, ma soprattutto ai vari Commissari  fermi nell’immobilismo più totale incapaci di decidere ed organizzare (eppure sono pagati con denaro pubblico proprio per decidere ed organizzare, ad esempio scellerata è stata la gestione passata della DR Panizzoli che ha lasciato l’ospedale in condizioni peggiori di come lo aveva trovato ed ha persino ricevuto il premio di produttività).

Ma quello che si osserva nell’ultimo periodo nell’ospedale di Cosenza sicuramente non viene osservato negli altri presidi ospedalieri della regione, dove i vari manager della sanità sfruttando anche la pandemia COVID hanno utilizzato tutte le possibili vie fornite al momento, per potenziare il personale sanitario, cosa che invece non è stato fatto a Cosenza ( “qui il problema del personale sanitario è stato risolto obbligando il personale di altri reparti a lavorare in reparti COVID senza riceve incentivi o gratitudine”, ci riferiscono).

Forse questi manager di altri centri calabresi non hanno risolto completamente il problema, ma qualcosa hanno sicuramente fatto. Cosa sta succedendo in questi giorni all’ospedale di Cosenza? Pronto Soccorso nel caos più totale, sia per mancanza di personale sia per una struttura dedicata al PS inadatta che non permette una organizzazione ottimale e, reparti in stato di agitazione. Si, perchè dopo la dichiarazione dello stato di agitazione di tutte le organizzazioni sindacali di categoria e l’arrivo dei NAS, c’è stato un “corri corri” generale a trovare delle soluzioni tampone immediate richieste proprio dai NAS.

Ma quali sono a questo punto le soluzioni possibili per i vertici della sanità cosentina? Istituire i turni aggiuntivi (a pagamento) per medici volontari proveniente dalle altre UO (vale a dire svolgere un secondo turno oltre l’orario di servizio) come se questa fosse una soluzione al problema, senza sapere che da circa 10 anni si ricorre al mezzo dei turni aggiuntivi che ha ulteriormente aggravato la situazione già di per sè critica.

Ricorrere alla soluzione turni aggiuntivi significa solo procrastinare un problema che andrebbe invece risolto alla radice con soluzione definitive a lungo termine e che dia serenità e dignità al personale sanitario che ogni giorno combatte con l’ottusità degli attuali dirigenti. Ma i turni aggiuntivi sono per definizione volontari e sicuramente i medici che hanno aderito non sono sufficienti a coprire tutti i turni richiesti per un pronto soccorso. E allora che si fa? Si ricorre agli ordini di servizio che cadranno sulla testa di medici senza che questi possano rifiutarsi.

In poche parole un obbligo dittatoriale. La dirigenza aziendale ha comunicato agli Organi di Stampa,  adducendo a propria discolpa che non ci sono medici che partecipano ai bandi di concorso. Ma certo che nessun medico parteciperà mai, se vengono proposti contratti a tempo determinato di pochi mesi e con poche tutele. Ad ogni modo non è mai stato istituito un vero e proprio bando di concorso a tempo indeterminato. Quali sono a questo punto i medici che ben presto saranno oggetto di obbligo a svolgere un turno di lavoro al di fuori dei propri reparti (tra l’altro anch’essi in carenza di personale) in evidente violazione delle norme contrattuali previste dal Contratto collettivo di lavoro della dirigenza medica? Si parla, ma non è chiaro, che verranno coinvolti persino i reparti dedicati alle urgenze ed emergenze. Come si dice in questi casi? La coperta è troppo corta se tiri da un lato rimane scoperto l’altro lato.

Quindi, ricapitolando, come intendono risolvere il problema del Pronto Soccorso il Commissario Generale e il Direttore Sanitario? Semplicemente depotenziando unità operative la cui mission è il trattamento delle urgenze ed emergenze e cosi si troveranno ad affrontare una nuova emergenza nella emergenza?