Dopo aver letto quanto comunicato dai sindaci delle principali città della Calabria, pare di comprendere che le responsabilità che non si sarebbe assunto il presidente della Regione Roberto Occhiuto nel chiudere le scuole, o meglio non farle riaprire dopo la pausa delle vacanze natalizie, siano uguali o simili a quelle assunte dai partecipanti al tavolo di concertazione.
Sui punti all’ordine del giorno (scuola, trasporti e mascherine) un nulla di fatto se non richiedere alla Regione Calabria di intervenire per superare con urgenza le criticità. Eppure c’è chi, in qualità di sindaco (molti a ragion del vero), ha deciso in autonomia di rimandare le lezioni in presenza!
Di seguito le dichiarazioni del primo cittadino di Cosenza.
“Si è riunito, come già programmato nel corso della prima riunione, il tavolo permanente al quale hanno deciso di dare vita i sindaci di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme e Rende, col fine di monitorare e confrontarsi sull’evoluzione dell’emergenza pandemica anche in relazione alla ripresa della didattica in presenza sancita dal Governo.
Il tavolo ha confermato unanimemente la linea già stabilita nel corso della riunione di sabato scorso, giudicando ineludibile nel contesto attuale – in assenza di un diverso provvedimento governativo – lo svolgimento della didattica in presenza.
Questa decisione tiene conto della delicata esigenza di contemperare il diritto alla salute ed il diritto allo studio, ed in particolare è finalizzata ad evitare di alterare ulteriormente il percorso didattico di alunni e studenti, già reso piuttosto accidentato dall’emergenza pandemica che ormai permane da quasi due anni.
Infine il tavolo rileva come, a due anni dall’inizio della pandemia, una delle difficoltà principali della gestione pandemica che grava sui comuni è quella della notifica delle ordinanze di quarantena e di revoca, che hanno ormai monopolizzato alcuni dei servizi comunali.



