Cosa fa incrociare le strade del capoluogo calabrese (Catanzaro) con l’Ucraina, più precisamente Kiev (divisi da quasi 3.000 km di distanza)? Semplice, l’amore per lo sport che è da sempre riuscito ad accendere i cuori di gran parte della popolazione terrestre: il Calcio.
Mentre l’U.S. Catanzaro scriveva una parte di storia del calcio calabrese in Italia, ai confini dell’Europa – in Ucraina – qualcuno si stava lentamente innamorando di quei colori (giallo e rosso) tanto da nominare una società dilettantistica della capitale ucraina (Kiev) con il nome di F.C. Catanzaro (società che ad oggi è inoperosa) proprio in onore del club calabrese, che oggi lotta per un ritorno in Serie B.
In questi anni anche dall’Italia è arrivato il supporto alla squadra grazie alla pagina Facebook ufficiale dell’F.C. Catanzaro che ha raccolto, tra gli altri, vari followers calabresi. Ad oggi, la cronaca quotidiana ci racconta della guerra in Ucraina e sulla pagina della società sono apparse alcune stories di Instagram con protagonisti alcuni ex giocatori del F.C. Catanzaro (Ucraina) con in braccio un fucile e uniti – come molti altri uomini in queste ore – alla resistenza armata cittadina. Una situazione che non risparmia nessuno e che lancia in un clima dolce amaro il ricordo che lega Catanzaro a Kiev.
Oleksandr Sitsko
Ecco il nome del presidente e capo allenatore del Catanzaro di Kiev (società inattiva dal 2018). Nelle ultime ore Oleksandr è stato raggiunto dall’AGI alla quale ha dichiarato che <<Ci piaceva difendere i colori di una piccola e orgogliosa squadra calabrese, era il nostro segno distintivo. Sapevamo un po’ della storia della squadra, ne seguivamo le prestazioni>>.
Il “corridoio” di Noto
La notizia è rimbalzata sul web ed è arrivata anche all’attenzione del presidente dell’U.S. Catanzaro (quello “originale”), Floriano Noto, che ha espresso a nome di tutta la società solidarietà e vicinanza a Sitsko e a tutta la popolazione ucraina. C’è anche un’idea lanciata dal numero uno dei giallorossi italiani che ha come scopo quello di <<invitare Oleksandr e gli altri ex calciatori del FC Catanzaro in Calabria per disputare una partita dell’amicizia. Devolveremo l’incasso per scopi benefici nelle zone interessate dal conflitto>>.
Un’idea lodevole che potrà un giorno, si spera vicino, avverarsi e rilanciare i rapporti tra U.S e F.C. Catanzaro per ridisegnare un corridoio diretto tra Catanzaro e Kiev in quella che nell’immaginario appare come una giornata di festa, cori, bandiere e tifosi uniti sotto lo stesso simbolo e colori, anzi un “unico colore”: il giallorosso.



