Gio 8 Dic 2022
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Le telecamere della Rai tornano in Calabria con “Linea Verde”

Consueto appuntamento della domenica, 3 aprile 2022, con Linea Verde su Rai1. Una puntata – quella dello storico format che vede alla conduzione Beppe Convertini insieme a Giuseppe Calabrese, meglio conosciuto come Peppone – sull’onda dei ricordi dell’estate e dell’infanzia con le telecamere della rete ammiraglia che faranno tappa in Calabria in luoghi molto cari proprio ai due ciceroni della trasmissione.

Proprio il centro della Calabria e la sua fascia costiera sono al centro del viaggio, alla scoperta di Pizzo Calabro e l’entroterra del vibonese.

La troupe oltre a raccontare le innumerevoli bellezze della zona, con il suo mare e l’arte della pesca, andrà a visitare la singolare Chiesetta di Piedigrotta.

Miracolo di architettura e arte, la Chiesetta di Piedigrotta è scavata nell’arenaria e la sua storia si snoda tra leggende e fatti realmente accaduti
La storia di questa Chiesa, secondo monumento in Calabria dopo i famosi Bronzi di Riace, si snoda tra leggenda e fatti realmente accaduti. La prima narra che intorno alla metà del 1600 una nave proveniente da Napoli con a bordo il quadro della Madonna di Piedigrotta, venne colta da una tempesta violenta. Il capitano e il suo equipaggio chiesero così l’intercessione della Madonnina perchè li salvasse.
La nave, durante il terribile nubifragio, si schiantò contro una scogliera e il carico andò perso. Fortunatamente l’equipaggio al completo, compreso il suo comandante, riuscì a raggiungere a nuoto la riva. Sullo stesso punto della costa approdarono il quadro dell’ Effige e la campana di bordo datata 1632.
La baia che fu salvifica per gli uomini scampati al temporale non era frequentata da pescatori, come comunemente si racconta, ma da scalpellini che vi si recavano per tagliare i blocchi di roccia sedimentaria, erroneamente detta “tufo”, utilizzata per le costruzioni edili. Costoro, insieme ai marinai, presero il quadro della Madonna e lo collocarono in un’insenatura nella roccia per preservarlo da eventuali mareggiate.
Successivamente altre due tempeste tentarono di strappare via la sacra effige al rifugio a lei destinato ma, puntualmente, questa veniva ritrovata nel punto esatto in cui era approdato la prima volta. Così quegli stessi scalpellini interpretarono i fatti come una precisa volontà della Madonna di avete un luogo di culto a lei dedicato ed esattamente di fronte al luogo dei rinvenimenti, ingrandirono la grotta naturale ivi esistente per farne una Chiesa dove riporre il quadro.
Ancora oggi, in questa Chiesa che ha del mistico, viene venerata la Madonna che salvò quei marinai.