La guerra in Ucraina assume contorni sempre più drammatici. Sul terreno ucraino continuano a registrarsi decessi. I numeri delle vittime civili sono incerti, ma secondo i servizi di emergenza ucraini sono oltre duemila.
L’Onu al momento ha stimato in 136 i civili uccisi, ma ha avvertito che il bilancio potrebbe essere ben più alto. Gli Stati Uniti, riferisce il New York Times, stimano che i morti russi siano circa 2000. Secondo alcuni funzionari del Pentagono, invece, le vittime sarebbero circa 1.500 fra i russi e 1.500 fra gli ucraini. Si conterebbero 800 mila profughi dall’inizio dell’invasione russa.
Intanto, in queste ore la Nato starebbe “valutando l’ipotesi di dar vita a una no-fly zone sui cieli dell’Ucraina su richiesta di Kiev”, sostiene il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Questa opzione, finora esclusa esplicitamente dai leader occidentali, contemplerebbe automaticamente la possibilità di dover prendere di mira aerei militari russi e quindi, sulla carta, d’innescare uno scontro diretto con Mosca.



