Da un lato c’è chi prova a limitare la spropositata forza della natura (manifestata in questo caso attraverso l’erosione costiera, n.d.r.), e a limitare le conseguenze di alcuni errori del passato, con interventi artificiali; dall’altra parte, però, la natura continua a non fare sconti quando decide di riprendersi ciò che è suo.
Sulla costa dell’alto tirreno cosentino da anni l’uomo e la natura si danno battaglia a vicenda per il territorio. Le spiagge che da sempre hanno dato ospitalità ai bagnanti di tutta Italia sembrano essere tornate sotto il controllo del mare, forza naturale troppo grande anche per l’uomo che ha provato, senza successo, a limitare i danni dell’erosione costiera.
I metodi artificiali ingegnati dall’uomo che sembravano la giusta soluzione per limitare la forza spropositata della grande “stesa blu” hanno dovuto – con il tempo – cedere il passo alla forza della natura. Costeggiando i lungomari delle città balneari dell’alto tirreno cosentino, il panorama che si apre lascia spazio ad una vera e propria rivincita della natura che – con forza – lotta per riprendersi ciò che è suo.
Una lotta impari alla quale l’uomo è chiamato a correre ai ripari con cadenza quasi regolare per evitare che il mare inghiottisca strade, spiagge, strutture balneari e che si spinga fino alle porte dei centri abitati.
Cetraro, Guardia e Fuscaldo sono alcune tra le cittadine più colpite dal fenomeno dell’erosione costiera che, soprattutto in determinate zone, limita anche i piccoli lavoratori. Proprio come Cetraro dove i pescherecci si trovano imbrigliati all’interno del porto a causa delle correnti che puntualmente limitano l’affluenza di acqua insabbiando il canale d’ingresso del porto con sabbia, detriti e massi andando a soffocare quello che dovrebbe essere il ponte di congiunzione tra il porto e il mare aperto. Ma non solo questo, nella ridente cittadina di Cetraro lo scenario peggiore appare una volta arrivati su Via Lampetia dove le onde sembrano non aver fatto sconti risucchiando nella propria sacca un intero pezzo di strada.
Ma quante “colpe” ha la natura? Se si vuole parlare di colpe certamente non si può focalizzare l’attenzione semplicemente sul corso naturale degli eventi ma si dovrebbero analizzare anche gli errori umani commessi negli ultimi decenni che hanno accelerato il processo di erosione costiera. Punto sul quale ha riservato un’attenzione particolare – durante l’intervista presente nell’inchiesta di Gazzetta del Sud online – anche il Sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea.
Il primo cittadino di Fuscaldo infatti – dopo aver ripercorso i ricordi d’infanzia legati all’arenile della città, di come quest’ultimo sia cambiato negli anni e analizzato l’erosione costiera di Via Messinette – ha battuto un duro colpo: “l’errore umano è predominante rispetto rispetto all’evento naturale. La natura sta sicuramente facendo il suo corso, però la mancanza di una progettazione organica, la realizzazione di alcuni interventi e, facendo un discorso più generale che supera i confini del mio Comune, l’aver costruito su zone in cui con ogni evidenza non si doveva costruire hanno acuito fortemente un problema che la natura, già di per se, stava portando all’attenzione di tutti”.



