Estorsione, usura, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, aggravati dalle modalità mafiose. Sono queste le accuse mosse ai soggetti coinvolti nell’operazione, denominata “Jonica”, scattata tra i territori di San Leonardo di Cutro e Petilia Policastro, nel Crotonese, e Botricello, nel Catanzarese.
Gli indagati sono in tutto tredici, di cui sette destinatari di custodia cautelare in carcere (notificata dalla Guardia di Finanza di Crotone); due degli arresti domiciliari; e uno del divieto di dimora sul territorio regionale. Una delle misure è stata eseguita dai Carabinieri di Sellia Marina, a cui uno degli imprenditori vessati si è rivolto per denunciare i fatti.
Agli arresti di oggi si affianca anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di due milioni di euro, finalizzato alla successiva confisca “per sproporzione”, emesso d’urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
In particolare, le fiamme gialle stanno apponendo i sigilli a quattro ditte individuali con sede in provincia di Crotone ed operanti, rispettivamente, nel settore della vendita del caffè, della vendita dei prodotti agroalimentari, dell’edilizia e della distribuzione alimentare, ed ai relativi compendi aziendali; sequestrati inoltre diciannove rapporti bancari; sei beni immobili, di cui un terreno e cinque appartamenti; sei autovetture.



