Sab 28 Mag 2022
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Libertà di Stampa? In Italia i giornalisti del Sud hanno “poca voce”

“Ieri è stata celebrata la giornata mondiale della libertà di stampa, che ha posto l’accento soprattutto sulla condizione della Russia e di alcuni Stati, i cui giornalisti, dissidenti rispetto alle decisioni governative, vengono uccisi o privati della propria libertà” ha dichiarato il giornalista Biagio Maimone, ideatore movimento ‘Sudisti Italiani – Progetto di Vita per il Sud’ www.progettodivitasud.it, nonché della corrente di pensiero nuovademocrazia.it, il quale ha aggiunto: “In Italia tutti i giornalisti  affermano di poter liberamente  esprimere le proprie opinioni, tuttavia occorre sottolineare che il Sud Italia fa fatica a descrivere le proprie problematiche. 
La comunicazione, per le sue intrinseche ed estrinseche finalità, potrebbe favorire un processo di cambiamento necessario al Sud Italia.
Dispiace dover affermare, tuttavia, che lo spazio, nelle medie e grandi testate, per chi parla del Mezzogiorno, è quasi assente. Perchè? Certo è doveroso e non rimandabile interrogarsi rispetto a tale limitazione degli spazi comunicativi per chi si occupa del Meridione d’Italia.
E’ come se per chi parla del Sud Italia la libertà di stampa divenisse un terreno colmo di criticità. Ne consegue che il Sud Italia è poco conosciuto nelle sue pieghe più profonde.
Non si pone in luce, in definitiva, la povertà che affligge il Sud Italia, le  periferie delle grandi città come Napoli, Palermo e Bari, nelle quali prolifera la povertà più assoluta. 
Nel Sud Italia, molto spesso, governa la mafia, il degrado, la prepotenza di chi è colluso con il malaffare.
Ai giornalisti che parlano del Sud non sono concessi spazi giornalistici di rilievo ed, in tal modo, la vita di una parte rilevante della penisola italiana resta avvolta dal silenzio.
E’ come affermare che tutto va bene, ma  anche che  la stampa in Italia non goda di tanta libertà, ossia di quella libertà che fa luce sulle problematiche di cui chi governa non sembra volersi far carico.
Parlare della Russia o di altri Stati totalitaristici per porre in evidenza quanto essi siano lontani dalla libertà di stampa equivale a voler nascondere un male che si annida anche nel nostro Stato, il quale si fregia dell’appellativo di Stato democratico. 
La libertà di stampa è, forse, in Italia, un’aspirazione sicuramente profonda e non un traguardo certamente raggiunto?”